Road Races - [ottobre2ruote11]

Road Races - [ottobre2ruote11] | Pagina 7 - opinioni e discussioni sul Forum di Dueruote - puoi discutere con appassionati di moto come te, iscriviti subito per partecipare ed esprimere la tua opinione!

  1. angu1973

    angu1973

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    Forse se non ci fosse stato il materasso era meglio, prendeva una botta in meno alla testa :shock:
     
    Ultima modifica: 7 Agosto 2015
  2. dragonair0307

    dragonair0307

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    C'era una siepe lì che è stata tagliata per motivi di sicurezza.... Scrive Chris Usal, che è un fotografo di Belfast, sempre presente alle RR: " a very lucky man. the edge was cut just before the race"
     
    Ultima modifica: 7 Agosto 2015
  3. sansan0501

    sansan0501

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    https://www.youtube.com/watch?v=-kA4us1cN6o

    L'anno scorso la siepe c'era

    https://www.youtube.com/watch?v=kWIXaceeoLY
     
    Ultima modifica: 10 Agosto 2015
  4. fcalissi

    fcalissi

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    La siepe ributtava nella pista,quanto di più pericoloso possa accadere,oggi ne è uscito uno solo,allora 3

    Gli inglesi sembrano stupidi ma non lo sono affatto
     
    Ultima modifica: 11 Agosto 2015
  5. dragonair0307

    dragonair0307

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    Ulster GP – Stratosferici Lee Johnston e Peter Hickman in una triste Dundrod.

    Dundrod, sabato 8 agosto. Il sole splende sul tracciato dell’Ulster Grand Prix e tutto è pronto per una fantastica giornata di gare. L’ultima e la più importante di questa edizione 2015. Le 7,41 miglia del velocissimo circuito vicino a Belfast sono pressoché asciutte, cosa molto importante dopo la pioggia dei giorni scorsi per preparare al meglio bagarre entusiasmanti e, chissà, un lap record. Ci sarà un nuovo road racer più veloce al mondo? Il record di 133.977 mph, fatto segnare da Bruce Anstey nel 2010, trema.


    La giornata parte nel migliore dei modi, le battaglie sono epiche, gli arrivi al fotofinish ma purtroppo, come spesso accade nelle road races, l’ombra nera degli incidenti cala sul paddock. E così è stato anche oggi. Ma andiamo con ordine.

    Si parte alle 10.30 locali con la Superstock Race: la prima cesella in griglia è vuota, poiché il poleman Guy Martin è stato vittima giovedì di un brutto highside che lo ha costretto a dire addio ad un Ulster GP che sembrava molto promettente per lui. Il pilota Tyco BMW è caduto ad Ireland’s Corner mentre era in testa alla Dundrod 150 Superbike Race, provocandosi fratture a sterno, costole e vertebre. A Guy i nostri auguri di una veloce guarigione!

    I piloti sono schierati,con Amor in pole seguito da William Dunlop e Ian Hutchinson. La tensione è alle stelle e “Sandstorm” dà un’ulteriore carica attraverso gli altoparlanti. Questo è l’Ulster GP! Al via, però, è Peter Hickman a scattare bene dall’ottava posizione e a mettersi in testa con la sua BMW Briggs Equipment che l’inglese classe 1987 utilizza nel BSB. Dietro a “Hicky” si piazza saldamente il piccolo Lee Johnston (BMW East Coast Construction), poi Ian Hutchinson (Kawasaki PBM). Hickman conduce la gara per pochi decimi sul “generale” Lee, che tallona l’altissimo inglese. Al secondo passaggio Michael Dunlop, incappato in una brutta partenza dalla sesta casella, è già in terza posizione e al giro successivo fa segnare il nuovo record di categoria in 132.446 mph. Record che durerà poco. Lee Johnston sembra infatti intenzionato a non far scappare Hickman, mentre Michael si avvicina sempre più al duo di testa creando un gap con gli inseguitori William Dunlop, Ivan Lintin e Dean Harrison (Ian Hutchinson si ritira invece al terzo passaggio). Al quinto giro Lee sferra l’attacco decisivo e si porta in testa con tanto di nuovo lap record classe Superstock in 132.793 miglia orarie di media!

    La gara intanto perde Ivan Lintin (Kawasaki RC Express), scivolato al quinto giro e portato in ospedale per accertamenti. Lee chiude le porte a un agguerrito Hickman, che lo tallona fino alla bandiera a scacchi: solo 0.090 secondi tra i due ed è Lee Johnston a vincere questa prima gara dell’Ulster GP 2015. Fantastico. Alle sue spalle quindi l’incredibile Peter Hickman, già sul podio nella Dundrod 150 Sbk di giovedì e capace di lasciare tutti a bocca aperta al suo secondo anno (solo il secondo anno…) all’Ulster GP. Terzo posto a oltre 6 secondi per Michael Dunlop (BMW MD Racing), rallentato sul finale nel sorpasso di alcuni doppiati. Le prime sei posizioni sono un totale dominio BMW: quarto posto infatti per William Dunlop (Tyco BMW), quinto Keith Amor (BMW Rig-Deluge), sesto David Johnson (BMW ICE Valley). Settimo è Dan Kneen (Honda Padgett’s), poi Dean Harrison (Yamaha Mar-Train), Russ Mountford (Kawasaki Silicone Engineering) e un Bruce Anstey (Honda Padgett’s) decisamente sottotono. Ottimo dodicesimo l’esordiente Horst Saiger (Kawasaki Ian Lougher Racing), mentre quattordicesima è l’italianissima Bimota di Ben Wylie (27° il suo compagno Dave Hewson, sostituto dell’americano Brandon Cretu, infortunato).



    Niente riposo, il programma di oggi è alquanto serrato: parte subito la Supersport Race 1, che perde subito Keith Amor, costretto al ritiro nel warm-up lap ad Ireland’s Corner. In pole Lee Johnston, poi Bruce Anstey e William Dunlop (che prende il posto di Guy Martin in griglia). Al via scatta bene Johnston (Triumph East Coast Construction), subito insidiato dallo specialista di categoria William Dunlop (Yamaha CD/IC Racing); dietro di loro Glenn Irwin, Bruce Anstey, Ian Hutchinson, Dean Harrison, Dan Kneen e Michael Dunlop. Le posizioni rimangono sostanzialmente invariate durante il secondo giro, con Lee e William separati da un niente. All’inizio del terzo passaggio il giovane Glenn Irwin sfodera i cavalli della sua Kawasaki Gearlink lungo il Flying Kylo, mettendosi davanti a tutti per poi essere risucchiato dal gruppo e finire quarto. Emozionante. William mantiene il suo distacco da Johnston al di sotto del secondo, mentre poco più staccati troviamo Irwin e Hutchinson, che battagliano duramente per il terzo gradino del podio. Ma è Anstey che ne approfitta passando Ian Hutchinson, mentre Dean Harrison è vittima di una scivolata con la sua R6 Mar-Train, fortunatamente senza conseguenze. Al terzo giro si ritira anche Michael Dunlop (Honda MD Racing).

    Quando le posizioni di vertice sembravano ormai congelate, al quinto passaggio cambia tutto: William Dunlop si porta in testa, deciso a vincere questa prima gara Supersport, ma all’ultimo giro Lee Johnston si riporta davanti a Turnagrough, con la doppietta nel mirino. Ed è fatta: il “generale” Lee vince la seconda gara su due disputate finora all’Ulster GP quest’oggi, facendo segnare anche il nuovo record della classe 600cc in 128.912 mph sulla sua Triumph ECC. William Dunlop deve accontentarsi del secondo posto per soli 0.039 secondi, mentre terzo a 2.3 secondi è uno stratosferico Glenn Irwin, che piega piloti ben più esperti al suo debutto a Dundrod su una Supersport (Glenn fu esordiente nel 2014 partecipando alla sola classe Supertwin). Quarto è Bruce Anstey (Honda Padgett’s), poi Ian Hutchinson (Yamaha Traction Control), mentre Peter Hickman conquista un ottimo sesto posto con la MV Agusta Trooper (Valmoto) dopo aver avuto molti problemi al motore nelle qualifiche ed essere partito dalla 18^ casella. Settimo è Dan Kneen (Honda Padgett’s), ottavo Seamus Elliott (Honda Wilson Craig), nono Robert Kennedy (Yamaha Kennedy Racing), decimo James Cowton (Honda Cowton Racing) dopo una strepitosa rimonta dalla 36^ posizione.



    Profumo di due tempi in griglia all’Ulster GP dopo le 600cc: è il turno delle Lightweight e Ultralightweight. Le prime posizioni non presentano bagarre al pari delle due gare precedenti, con Sam Wilson che si mette al comando in sella alla Honda 250cc Joey’s Bar e accresce il suo vantaggio sugli inseguitori fino ad oltre 9 secondi al termine dei 5 giri. Secondo posto per Neil Kernohan (Honda 250cc Logan Racing), terzo James Cowton (Yamaha 250cc Peter Berwick). Tra le Ultralightweight la vittoria va a Chris Elkin (Honda 250cc Moto 3 Team Wylie) con ben 28 secondi di vantaggio su Connor Behan e Nigel Moore, entrambi su Honda 125cc. Ottimo quinto posto al suo debutto a Dundrod per l’italiano Lorenzo Tiveron su Honda 125!


    Tornano poi “in pista” le big bikes con la prima delle due gare Superbike previste per oggi. In pole Bruce Anstey, poi Ian Hutchinson, Peter Hickman e Lee Johnston a completare la prima fila. Mentre Brian McCormack e Nuno Caetano abbandonano la griglia per problemi alle loro moto, i marshal danno il via alla gara ed è “Hutchy” a mettersi davanti a tutti. Dietro di lui Anstey, Johnston, Hickman, Cummins, William e Michael Dunlop. Ma sin da subito si percepisce la volontà del neozelandese Bruce Anstey di rifarsi delle gare precedenti. Eccolo al secondo giro passare Hutchinson a Joey’s. I primi quattro piloti sono racchiusi in meno di un secondo: la bagarre è alle stelle, con Hutchy che fa segnare il best lap di gara in 133.042 mph. Al quarto passaggio Anstey conduce per 0.3 su Hutchinson, 0.6 su Johnston, 0.8 su Hickman, 0.9 su Cummins. Pazzesco. Ma al quinto e penultimo giro è Ian Hutchinson a riportarsi in testa prima dell’esposizione delle bandiere rosse per incidente (rider ok). Gara fermata e risultati riportati al quarto giro, non senza qualche attimo di incertezza (non tutti i piloti avevano completato il quinto giro): è Bruce Anstey (Honda Padgett’s), classe 1969, a cogliere la vittoria in questa Superbike Race, la sua 11^ all’Ulster GP in carriera. Secondo posto per un imbronciato Ian Hutchinson (Kawasaki PBM), terzo l’onnipresente Lee Johnston (BMW East Coast). Quarto posto poi per Peter Hickman (BMW Briggs Equipment), quinto Conor Cummins (Honda Racing), sesto William Dunlop (Tyco BMW), poi Michael Dunlop (BMW Buildbase), Dean Harrison (Yamaha Mar-Train), Derek Sheils (Kawasaki BikeBitsNI) e Seamus Elliott (Honda Wilson Craig).


    Un immancabile scroscio di pioggia si abbatte quindi sulla zona di Dundrod, rendendo ora più complicato l’assalto al nuovo lap record. Parte comunque la Supersport 2, con un fantastico Glenn Irwin che beffa i piloti davanti a sé portandosi subito in testa. Glenn sta dimostrando di essere un pilota a tutto tondo, capace di guidare forte in pista nel BSB, lungo i rettilinei e le chicane della North West ed ora anche sul velocissimo Dundrod Circuit. Non aspetteremo molto per vedere il suo debutto al TT? Glenn conduce per 0.086 su Lee Johnston, 0.3 su William Dunlop, 0.4 su Ian Hutchinson, 0.5 su Bruce Anstey al termine del secondo passaggio. Packed, come dicono gli inglesi. Ma al terzo giro, mentre il “generale” Lee si porta in testa, la pioggia si fa più insistente e in seguito vengono esposte le bandiere rosse per un incidente. Si pensa ad una ripartenza, ma infine il Clerk of the Course Noel Johnston decide di dichiarare finita la gara dopo soli 3 giri. Lee Johnston festeggia quindi il suo terzo trionfo in un solo giorno all’Ulster GP, portando la Triumph ECC per due volte sul traguardo davanti a tutti. Secondo posto per l’incredibile Glenn Irwin (Kawasaki Gearlink) e terzo Ian Hutchinson con la Yamaha Traction Control di Keith Flint, leader dei Prodigy. Quarta piazza per un Dean Harrison in rimonta (Yamaha Mar-Train), quinto William Dunlop (Yamaha CD/IC Racing), sesto Bruce Anstey (Honda Padgett’s), settimo Peter Hickman su MV Agusta Trooper Valmoto, ottavo Conor Cummins su Honda Jackson Racing, nono Keith Amor su Honda Rig-Deluge e decimo David Mulligan su Yamaha.



    Dopo il podio Supersport, a Dundrod tutto è fermo. Si attende, si attende, nessuno parla, i marshal vengono chiamati in riunione e si pensa al peggio.

    Solo alle 17.30 locali, quando la pioggia torna insistente, viene dato il via alla Supertwin Race. Glenn Irwin, in sella alla ER6 Cookstown/BE che fu di Jamie Hamilton, scatta bene dalla pole ma al termine del primo giro Derek McGee si porta in testa, deciso a conquistare la sua prima vittoria in una International Road Race dopo essere stato protagonista nelle Nationals. Irwin perde terreno e viene passato prima da James Cowton e poi da Dan Cooper. Ma la lotta è tutta tra i primi due, separati da meno di un secondo. Al termine dei 4 giri Derek McGee (su Kawasaki ER6 McGee Racing) conquista la vittoria in questa Supertwin Race davanti a James Cowton (a 1.8 secondi su ER6 Stewart Smith) e Dan Cooper (a oltre 7 secondi su ER6 SB Tuning). Quarto posto per Glenn Irwin (certamente non troppo soddisfatto), quinto Alistair Kirk, poi Chris Elkin, Paul Jordan, Connor Behan, Robert Kennedy e Stephen McKnight.


    La pioggia non sembra voler smettere e alcuni piloti dichiarano di non partire in queste condizioni: tra questi Lee Johnston, Bruce Anstey e Ian Hutchinson, che abbandonano la Superbike Race 2, l’ultima di giornata. Al via è Peter Hickman a prendere la leadership della corsa, già velocissimo in questo Ulster GP e ora avvantaggiato dall’assenza di qualche big. Chi trae vantaggio nonostante i vari problemi alle moto è anche Michael Dunlop, che tallona Hickman a meno di un secondo; più attardato Keith Amor e alle sue spalle un aguerrito Conor Cummins. Al terzo giro il manxman scavalca lo scozzese Amor e porta la sua Honda Racing in terza piazza. Ma Conor è ora inarrestabile: l’altissimo mannese supera anche Michael Dunlop, mettendo il leader Hickman nel mirino. Ma la bandiera a scacchi al termine del quarto giro sentenzia la vittoria di Peter Hickman, il suo primo trionfo in una International Road Race, alla sua seconda volta all’Ulster GP e al suo secondo anno nelle corse su strada, davanti a tutti nella gara Superbike con la sua BMW Briggs Equipment Superstock. Un grandissimo “manico”. Secondo posto per soli 0.028 secondi per Conor Cummins (Honda Racing), terzo Michael Dunlop (BMW Buildbase, assolutamente sottotono in questo UGP). Quarto posto per Keith Amor (BMW Rig-Deluge), quinto Russ Mountford (Kawasaki Silicone Engineering), sesto Dan Kneen (Honda Padgett’s), poi Derek Sheils (Kawasaki BikeBitsNI), Dean Harrison (Yamaha Mar-Train), Daley Mathison (Suzuki Hol-Taj) e William Dunlop (Tyco MW).



    In seguito, il Darren Lindsay Trophy come “Man of the Meeting” viene consegnato ad un sensazionale Lee Johnston, mentre Horst Saiger riceve il premio come Best Newcomer. La direzione gara, infine, conferma la morte di un pilota durante un incidente nel veloce tratto di Deer’s Leap durante la Supersport Race 2.

    Il pilota che ha perso la vita durante la Supersport 2 è il ventiquattrenne scozzese Andy Lawson, newcomer all’Ulster GP ma già presenza fissa nelle Nationals e vincitore della Junior Race al Manx GP 2014. Rinnoviamo le nostre condoglianze a familiari e amici. RIP Andy.
    Marta Covioli


    Aggiungo a parte che la famiglia di Andy ha esplicitamente chiesto alla direzione di gara che le competizioni proseguissero in quanto questo era il desiderio del pilota.

    RIP Andy

    [​IMG]

     
    Ultima modifica: 11 Agosto 2015
  6. fcalissi

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    Ultima modifica: 4 Settembre 2015
  7. dragonair0307

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    Ed ecco la notiziona
    Fonte www.roadracingcore.com


    Alex Polita, esordio al Tourist Trophy con Roberto Antonellini

    Il Tourist Trophy dell’Isola di Man è un’avventura che innegabilmente esercita un certo fascino su quasi ogni motociclista.


    Chi intraprende una carriera “su strada” vede nel TT un passo quasi naturale, mentre per un pilota “da pista” il discorso è un po’ diverso. Altro stile di guida, altra mentalità, altri obiettivi. Per affrontare il Tourist Trophy ci si deve “rimappare” completamente. Moto e testa.

    L’esordio di cui stiamo parlando è certamente uno dei più sensazionali degli ultimi anni: il fortissimo Alex Polita sarà tra i piloti che porteranno il tricolore al TT 2016. Un pilota da sempre associato alle gare in circuito volge ora la sua attenzione verso l’Isola di Man, e la cosa non passerà certo in sordina.

    Se la prassi ultimamente prevede che i “newcomers” sul Mountain Course facciano prima un po’ di gavetta al Manx GP di agosto, sullo stesso identico tracciato di 37,73 miglia del Tourist Trophy, non manca qualche eccezione: piloti con un buon palmarès possono essere direttamente accettati al TT, come accaduto in tempi recenti per Joshua Brookes, Peter Hickman o Danny Webb. E potrebbe dunque essere il caso anche del nostro Alex Polita, talentuosissimo trentunenne di Jesi, campione del mondo Superstock 1000 nel 2006, poi passato a Mondiale Superbike, Supersport e British Superbike Championship nel 2012. Gli ultimi anni hanno poi visto il ritorno di Alex nel Campionato Italiano Velocità, con un’ultima stagione non proprio conclusa positivamente. Quest’anno Polita, nel frattempo anche stimato collaudatore, è stato chiamato dal Team 2 Erre Racing a disputare la tappa CIV di Imola al posto dell’infortunato Denny Schiavoni.

    E, proprio a Imola, Alex ha introdotto il discorso TT con il team manager Roberto Antonellini, un nome di certo ben noto agli appassionati di road races.

    “Beh, io ancora oggi cerco di fargli cambiare idea, ma lui non pensa ad altro!”, scherza Antonellini durante la nostra chiacchierata. Roberto fu lui stesso pilota al TT nel 2006 e nel 2009 (rispettivamente con una R6 ed una R1), per poi tornare all’Isola di Man in veste di capotecnico di Alessio Corradi nel 2012.

    “Al 90% l’iscrizione diretta al TT non dovrebbe essere un problema, visto il curriculum di Alex. Ci iscriveremo sia alle classi 1000 sia alla Supersport”. Posegue Antonellini. “Il consiglio che posso dargli? Di affrontare il TT come esperienza personale, senza volontà di protagonismo e senza voler dimostrare niente. Prenderlo come puro piacere dell’esperienza, soprattutto i primi anni. Quello che ha fatto nella sua carriera finora non c’entra niente con ciò che farà all’isola. Gli ho detto che lo avrei accompagnato e supportato solo se avesse accettato questo. E ho anche aggiunto: se vai pensando di essere Alex Polita, sappi che non torni a casa. Ma poi quando ho sentito le sue risposte ho pensato che ce la farà sicuramente!”

    Abbiamo quindi raggiunto telefonicamente Polita per saperne di più su questo bellissimo progetto.



    Alex, com’è nata l’idea di debuttare al Tourist Trophy?

    L’idea c’era già dall’anno in cui ho fatto il BSB, quindi un tassello lo avevo già messo nel 2012. Ho covato quest’idea ed ora si sta concretizzando con Roberto. E’ un sogno nel cassetto che finalmente posso tirare fuori!



    Perché proprio con Roberto Antonellini?

    Dopo la stagione disastrosa con Guandalini, per il CIV ho trovato in Roberto non solo un team manager, ma anche una famiglia. Lui poi ha già esperienza con le corse su strada e non poteva esserci miglior persona per poter affrontare con me questa avventura. Perché per me sarà proprio così, un’avventura!



    Hai mai visto dal vivo il TT o qualche altra road race?

    No. L’anno in cui ho corso nel BSB sarei dovuto andare al TT come spettatore, ma purtroppo non ci sono riuscito a causa della concomitanza con un test. Ci andrò quindi da pilota!



    Come pensi di prepararti per una gara così lunga e impegnativa, dal punto di vista fisico e, soprattutto, psicologico?

    Parlando con Roberto ho capito che l’aspetto principale è quello psicologico. Fisicamente mi preparerò come sempre, ho un preparatore atletico che ormai mi segue da una vita, poi io sono innamorato dello sport in generale e, tra motocross e i miei vari hobby, la forma fisica è la cosa che mi preoccupa meno. Sarà più importante la gestione mentale. Poi vediamo, come dicevo sarà un’esperienza, anche per capire se avrà un seguito. Magari vado lì e mi “cago nella tuta” e torno a casa subito! O magari invece sarà la prima di una lunga serie.



    Hai in programma visite all’Isola di Man prima del Tourist Trophy?

    Sì certo! Poco fa ero al telefono con Bonetti, siamo molto amici, e pensavamo di andarci quest’inverno per fare qualche giro dell’isola per capire di cosa si tratta, magari prendendo una moto a noleggio direttamente là.




    La notizia del tuo debutto al TT farà scalpore, sei un pilota molto conosciuto in Italia e anche nel Regno Unito. Attualmente pochi piloti vengono accettati direttamente al TT, ma tu non dovresti avere problemi visto il tuo curriculum.

    Sì, data la mia esperienza e il mio palmarès, credo che potrei accedere direttamente al TT. Ma sarà sicuramente un’esperienza da prendere con le molle. Tutto quello che verrà sarà un di più. E’ una cosa che sento da un bel po’ di tempo. Il motociclismo in generale ha perso fascino secondo me, c’è poca passione e voglia di fare, mentre credo che le road races e il BSB siano rimasti più intatti e genuini. Da noi non so se vale più la valigia che porti o quello che sei in grado di fare.



    Altri progetti 2016 oltre al Tourist Trophy?

    La mia idea è quella di tornare in Inghilterra, ma stiamo vagliando anche altre ipotesi, qualcosa più di un campionato nazionale. Stiamo lavorando ad un ritorno in pianta stabile in un campionato di riferimento. Io principalmente vorrei tornare nel BSB, ma in un modo diverso rispetto al 2012, con una struttura diversa che mi permetta di partire e finire con lo stesso team, senza dover sperare di poter correre da una gara all’altra!



    Quale obiettivo ti sei posto per il tuo esordio al Tourist Trophy?

    Ad oggi non voglio prefissarmi niente, speriamo solo che sia una bella esperienza. Poi sono un pilota, sicuramente una volta là mi prenderà la voglia di dimostrare, dovrà essere bravo Roberto a tenermi con le briglie! Scherzi a parte, so che non è una passeggiata. Puoi anche guardare mille video, ma tanto quando sei lì è un’altra cosa. Insomma, parti innanzitutto con la speranza di tornare a casa. Sarà un’avventura!



    Grazie mille ad Alex Polita e Roberto Antonellini e un grosso in bocca al lupo!

    Marta Covioli
     
    Ultima modifica: 9 Settembre 2015
  8. Logan0601

    Logan0601 Moderatore Membro dello Staff

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    e magari vai a vederla eh? ti odio... :D
     
    Ultima modifica: 9 Settembre 2015
  9. dragonair0307

    dragonair0307

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    Scarborough Gold Cup, una entry list da urlo

    La Scarborough Gold Cup chiude come di consueto la stagione road racing prima del Macau Gp di novembre e quest’anno lo fa con una entry list davvero unica.


    Sabato 12 e domenica 13 settembre l’Oliver’s Mount di Scarborough, ultimo baluardo delle corse su strada in Inghilterra, ospiterà il quarto evento motociclistico stagionale dopo la Spring Cup, il Barry Sheene Festival e la Cock o’ the North.

    La Steve Henshaw Gold Cup è certamente la tappa più attesa dell’anno sul bel tracciato angolsassone, con l’ambitissimo trofeo attualmente nelle mani di Ivan Lintin, quinto vincitore diverso negli ultimi sei anni (dopo Ian Hutchinson, Ryan Farquhar, Guy Martin e Michael Dunlop).

    Stretta lingua d’asfalto di 2,5 miglia arroccata sulla bella collina di Scarborough nel North Yorkshire, l’Oliver’s Mount è sede di competizioni addirittura dal 1946. Ed è certamente anche uno dei tracciati preferiti dagli spettatori, con tanti punti davvero vicini alle moto che sfrecciano e un’incredibile facilità nel raggiungere le varie curve del circuito.

    Quest’anno l’elenco iscritti prevede nientemeno che John McGuinness, Bruce Anstey, Dan Kneen, Michael e William Dunlop, Dean Harrison, Lee Johnston, Ivan Lintin, Ryan Farquhar, Ian Lougher, James Cowton, Billy Redmayne, Jamie Coward, Daley Mathison, Dan Hegarty, Rhys Hardisty, Paul Owen, Davy Morgan , Dan Cooper…

    Tra i Sidecar non mancheranno Tim Reeves, Dave Molyneux, Conrad Harrison e i due Bell, in quello che si preannuncia come sempre uno spettacolo unico su tre ruote.

    Ecco di seguito il programma della Gold Cup 2015:

    SABATO 12 SETTEMBRE

    09.00 – 12.30 Prove

    13.30 Race 1 David Jefferies Cup – A
    14.00 Race 2 David Jefferies Cup – B
    14.30 Race 3 Lee Pullan Trophy
    15.00 Race 4 National F2 Sidecars
    15.20 Race 5 Cock O’ The North – A
    15.50 Race 6 Cock O’ The North – B
    16.20 Race 7 National F2 Sidecar
    16.40 Race 8 Phil Mellor Trophy
    17.10 Race 9 Classic F1 and F11
    17.45 Race 10 Senior



    DOMENICA 13 SETTEMBRE

    09.30 – 10.50 Prove

    13.00 Race 11 Phil Mellor Trophy
    13.30 Race 12 National F2 Sidecar
    14.00 Race 14 Classic F1 and F11
    14.30 Race 15 Steve Henshaw Gold Cup – A
    15.00 Race 16 Steve Henshaw Gold Cup – B
    15.30 Race 17 National F2 Sidecar
    16.00 Race 18 David Jefferies Cup – A
    16.30 Race 19 David Jefferies Cup – B
    17.00 Race 20 Lee Pullen Trophy
    17.30 Race 21 Senior

    Marta Covioli
     
    Ultima modifica: 11 Settembre 2015
  10. fcalissi

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    Tanta roba !

    Dopo aver sfracassato tutti quei cadaveri delle Classic si vogliono rifare il palato :D

    Da seguire Redmayne,giovane che si è fatto notare vincendo la Senior e ritirandosi da leader nella junior
     
    Ultima modifica: 11 Settembre 2015
  11. dragonair0307

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    Inverso, ritirato nella senior e vinto la junior
     
    Ultima modifica: 11 Settembre 2015
  12. fcalissi

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  13. fcalissi

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    Intervista di Marta Covioli al nostro Tommaso Totti dopo la fantastica esperienza al Manx GP di quest'anno

    Il mio miglior Manx GP. Intervista a Tommaso Totti

    Di Marta Covioli | 30/09/2015

    Il Manx Grand Prix 2015 ha visto la partecipazione di un bel plotone di piloti italiani, con tre esordienti e una “vecchia conoscenza” del Mountain Course.

    Tommaso a Tower Bends, Manx GP 2015 (foto: Richard Martin www.rjm-photos.com)

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    Proprio così, perchè ad agosto Tommaso Totti è tornato a correre sul tracciato di 60,7 km dell’Isola di Man per la terza volta in carriera. Dopo l’esordio nel 2010 e lo sfortunato e piovoso 2012, il ventiseienne riminese pianifica per il 2015 una bella stagione di road races culminante proprio con il Manx GP.

    Dopo l’assaggio del sud dell’Isola con il debutto al Billown Circuit per il Post TT e la famigerata Southern 100, Tommaso si prepara al ritorno sul Mountain con obiettivi precisi, tutti centrati. Una settimana di prove segnata da maltempo e cancellazioni lo fa arrivare alla prima gara, la Junior Manx GP, ancor più assetato di miglioramento, dopo che nelle qualifiche già era riuscito a battere il suo precedente best lap del 2010 (110.577 mph di media) girando in 113.426 mph.

    La Junior Race lo vede 21° al traguardo con un miglior giro a 111.938 mph, vittima di un problema al pit stop trascinatosi poi nel finale di gara. Ma la Senior è tutta un’altra storia: Tommaso termina in 17^ posizione sulla sua Kawasaki ZX-6R Daryl Blake Construction, con un miglior giro alla media di 114.149 mph (in 19’49”922), secondo italiano più veloce nella storia al Manx Grand Prix!


    Tommaso, sei tornato da questo Manx GP con due Repliche guadagnate nelle due gare disputate, il muro dei 20′ al giro abbattuto e il tuo best lap di sempre sul Mountain Course in 114.149 mph. Puoi ritenerti soddisfatto?

    Alla grande! I risultati sono andati decisamente oltre le migliori previsioni. Ci tenevo a migliorare il mio record personale che resisteva dal 2010 e ci sono riuscito dopo solo tre giorni di prove e successivamente sono riuscito anche a girare sotto il muro dei 20 minuti che era un altro mio grande obbiettivo. Le gare sono andate benissimo, specialmente la Senior, dove sono riuscito a tenere un passo di gara costantemente sotto i 20 minuti al giro finendo in 17^ posizione su oltre 90 iscritti. Infine, tornare a casa con due Repliche è stata una soddisfazione indescrivibile. E’ stato il coronamento perfetto di una stagione di Road Races incredibile.

    C’è invece qualche “sassolino che ti vuoi togliere dalla scarpa”?

    Sono rimasto deluso dagli organizzatori, in quanto è stata la prima volta in cui ho partecipato con il nuovo format in convivenza con il Classic TT. Devo dire che, mentre quest’ultimo è cresciuto molto di livello, il Manx GP è stato messo decisamente in secondo piano. Capisco che nel Classic TT corrono tutti i campioni ed è l’evento che porta più soldi, però non trovo giusto che i piloti e le gare del Manx GP vengano considerati di serie B e diventino le vittime sacrificali non appena bisogna ritardare o annullare prove e gare per fare spazio al Classic TT.

    Assolutamente comprensibile. Ho letto infatti molte polemiche proprio riguardo a questa situazione. Qual è stato invece per te il più bel momento del Manx GP 2015?

    L’ultimo giro della Senior è stato magico perché sapevo di avere già fatto tre giri molto buoni e ho guidato al meglio divertendomi come mai in vita mia. Alla fine ho pure scoperto che durante questo giro ho fatto il mio record. In realtà di momenti belli durante questo Manx GP ce ne sono stati tantissimi e devo dire che tutte le serate passate con gli amici sia italiani sia mannesi sono stati momenti stupendi. Per me è stato il Manx migliore di sempre!

    Al Manx quest’anno c’erano tre newcomers italiani. L’interesse per l’Isola di Man sta davvero dilagando. Cosa consiglieresti a chi si approccia per la prima volta al Mountain Course?

    Sì è vero, nel 2010 quando ho debuttato eravamo in pochi in Italia a sapere dell’esistenza del Manx GP mentre ora è una gara molto conosciuta. Questa cosa mi fa molto piacere perché penso che correrci sia un’esperienza straordinaria e tanti bravi piloti italiani meritano di farla. Quello che non bisogna mai dimenticarsi è ciò che questa corsa realmente è ed i rischi che comporta correrci, quindi consiglierei a chi ci si avvicina per la prima volta di non dimenticarsi mai di portare al Mountain il rispetto che merita. Detto questo, penso sia fondamentale studiare molto bene il tracciato utilizzando i video on-board e, se si ha la possibilità, recarsi prima a vedere una gara di persona. Se dovessi dare un consiglio ad un pilota che ci corre la prima volta gli direi di rimanere concentrato solo sulla guida, cercando di migliorarla giro dopo giro e di andare più veloce sessione dopo sessione, di ricordarsi che una guida fluida e pulita sempre con il gas in mano paga molto di più che staccate al limite e traiettorie assurde. Inoltre, gli direi di non prendersi rischi inutili cercando risultati e tempi sul giro con troppa fretta poiché qui non siamo in pista. In definitiva gli direi di pensare solo a divertirsi e a vivere una bella esperienza e solo in un secondo momento di guardare ai risultati, tanto solo col tempo potrà scoprire se è il futuro McGuinness.

    Tommaso alla Southern 100 2015 (foto: Andrea Hawley)

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    Questo 2015, però, non è stato per te solo all’insegna del Manx GP, dato che hai esordito anche al Post TT e alla Southern 100. Cosa ci racconti di queste due esperienze sul tracciato del Billown?

    Per me correre queste gare è stata un’esperienza stupenda. Il piccolo Team per cui ho corso questa stagione ha la base proprio a pochi minuti dal tracciato di Billown, quindi ci tenevano molto che io corressi le loro “gare di casa”. Appena arrivato nel paddock ho capito che queste gare, soprattutto la Southern 100, hanno veramente lo stesso sapore di una volta. Lì puoi vedere campioni come Guy Martin e Michael Dunlop che si smontano la moto nel retro del furgone e puoi andare ovunque senza avere diecimila pass. Queste cose nell’era del TT con mega hospitality stile MotoGP e vip lounge sono sempre più difficili da vedere. Appena salito in moto fin dalle prime prove ho iniziato a divertirmi tantissimo ed alla fine il mio miglior risultato è stato un 5° posto nella Senior Support nella gara finale della Southern 100. Appena terminata la gara non sarei potuto essere più felice e la festa con i miei amici a Port St. Mary nel sud dell’Isola è stata di quelle che non si scordano facilmente.

    Esternamente, a tratti, il Billown Circuit sembra quasi più pericoloso del Mountain Course, perchè stretto e chiuso tra muretti e case. Tu cosa ne pensi?

    Penso che sotto molti aspetti tu abbia proprio ragione. Il tracciato è molto stretto e l’asfalto in molti punti è rovinato e pieno di buche, quindi devi avere molta esperienza per andare forte lì. Inoltre, essendo delle gare brevi la guida è molto più vicina al limite perché devi cercare di limare il decimo in ogni curva ed anche i sorpassi sono tosti esattamente in stile pista. Infine, la prima curva della gara, visto che si parte dalla griglia con il semaforo a differenza del Mountain, è qualcosa di indescrivibile: essendo gare molto brevi la prima curva è fondamentale per l’andamento di tutta la tua gara, quindi devi cercare per forza di staccare al limite e trovare il canale giusto per fare più sorpassi possibile anche aiutandoti con i gomiti larghi; l’unico problema è che i 40 piloti che ti sono partiti a fianco la pensano esattamente come te, quindi la prima curva di ogni gara è sempre un discreto inferno. Comunque guidare sul tracciato di Billown è davvero divertente e per me è stata una soddisfazione immensa riuscire a girarci sopra le 100 miglia di media.

    Perchè hai invece rinunciato all’Ulster GP, originariamente nei tuoi programmi 2015?

    Mi sarebbe piaciuto tornarci in sella ad una 600 dopo il mio debutto nel 2014 con la mia Honda 125. Purtroppo il calendario era un po’ troppo serrato e se avessi avuto qualche problema all’Ulster con la moto avrei rischiato di dover saltare il Manx, che era il principale obbiettivo della mia stagione. Dopo aver fatto un paio di considerazioni ho deciso di saltare l’Ulster GP e concentrarmi sulla preparazione del Manx GP e penso che alla fine sia stata la scelta più saggia anche se mi è dispiaciuto tanto saltarlo.


    Dopo 3 Manx GP, reputi che per te sia arrivato il momento di puntare al Tourist Trophy?

    Direi proprio di sì perché sono davvero soddisfatto dei risultati e dei tempi che ho fatto quest’anno al Manx GP ed ora mi sento pronto. Inoltre, considerando le pochissime prove fatte in questa edizione ed il fatto che non correvo da tre anni sul Mountain, penso di avere ancora un grosso potenziale da esprimere ed un grosso margine di miglioramento. Se nelle prossime stagioni si presenterà l’occasione di correre con una buona moto al TT sarò pronto a darci del gas!

    Grazie a Tommaso per la sua consueta gentilezza e in bocca al lupo per la prossima stagione


    Grazie anche dagli amici italiani Tommaso ! ;-)
     
    Ultima modifica: 1 Ottobre 2015
  14. rob_75

    rob_75

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    ho appena letto questa:

    http://www.motoblog.it/post/735326/guy-martin-dice-no-a-top-gear

    in sintesi, contrariamente a quello che molti si aspettavano, il buon guy martin il più spettacolare, amato, conosciuto e perdente fisso pilota del TT ha sfanclulato la BBC che gli aveva offerto un posto da presentatore del noto programma televisivo TOP GEAR... perchè ha detto che sostanzialmente a lui piace fare il meccanico di camion e correre su strada, della TV non gliene frega un fico secco (a parte le apparizioni nelle serie che lo vedono tentare di battere i più disparati record da guinness dei primati).

    io lo trovo un personaggio assolutamente affascinante, lo zio franco qualche tempo fa lo aveva accostato a Rossi, ma direi che ha discretamente torto. e' Guy Martin, lo amiamo per questo. :D
     
    Ultima modifica: 2 Ottobre 2015
  15. fcalissi

    fcalissi

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    Non so,non lo conosco e nemmeno voglio,forse riportavo quello che si dice in giro,un tipo scorbutico e spinoso che però si atteggia molto

    A me piacciono i personaggi-non personaggi,che si vedono poco in televisione,che non parlano,che prima e durante pensano

    Guy un pò si vede,forse perchè cercano di farne un personaggio,ma anche quest'ultima notizia sembra smentirlo

    (in questa sezione "quel nome" non lo voglio nemmeno leggere,lasciamone una pulita) :twisted:
     
    Ultima modifica: 2 Ottobre 2015