Road Races - [ottobre2ruote11]

Road Races - [ottobre2ruote11] | Pagina 6 - opinioni e discussioni sul Forum di Dueruote - puoi discutere con appassionati di moto come te, iscriviti subito per partecipare ed esprimere la tua opinione!

  1. fcalissi

    fcalissi

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    Ultima modifica: 7 Luglio 2015
  2. dragonair0307

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    Southern 100 – Inizio difficile, Senior annullata per incidente

    Sono stati due giorni d’apertura piuttosto difficili alla Southern 100, con un tempo inclemente sul bel tracciato a sud dell’Isola di Man.


    Il Diamond Jubilee non è iniziato nel migliore dei modi, con le prove di ieri, lunedì 6 luglio, interrotte per maltempo e olio in pista e la gara di oggi annullata per incidente.

    Sul tracciato bagnato si è imposto ieri Dean Harrison (Mar-Train Yamaha) tra le big bikes, seguito da Guy Martin (Tyco Suzuki) e Ivan Lintin (RC Express Kawasaki). La serata di oggi, invece, prevedeva sessioni di qualifiche prima della Senior Solo Founders Race.

    Il biondo Ivan Lintin è stato questa sera il più veloce (con tempi comunque alti a causa delle cattive condizioni del Billown Circuit) nelle classi 1000cc, 600cc e Supertwin. Nella Superbike Lintin si mette alle spalle Guy Martin e Dean Harrison, mentre tra le Supersport troviamo Harrison al secondo posto e Dan Kneen (Honda Padgett’s) al terzo. Da segnalare l’ottimo 18° posto di Tommaso Totti, esordiente alla Southern 100.

    Alle ore 20.10 locali scatta la prima gara dell’evento, la Senior Solo Founders, aperta a cilindrate 1000 e 600. Al via, Martin scavalca il poleman Lintin e si mette in testa, seguito da un ottimo Russ Mountford, poi Lintin, Kneen, Michael Dunlop e Billy Redmayne. Guy Martin passa sul traguardo al termine del primo giro con soli 8 decimi di vantaggio su Lintin, ma nel corso del secondo passaggio vengono esposte le bandiere rosse per un incidente a Osbourne’s. Gara interrotta. Il pilota (cosciente) viene trasporatto con l’elisoccorso al Noble’s Hospital di Douglas. Le condizioni del tracciato (molto bagnato) e la scarsa luce costringono poi gli organizzatori ad annullare la Senior Solo Founders Race, che verrà posticipata a domani.

    Via libera tuttavia per una sessione di qualifiche di 125, 450 e Sidecar, mentre la sera avanza sul Billown Circuit dell’Isola di Man. Appuntamento a domani con le gare della Southern 100 2015, sperando in un meteo decisamente migliore.
    Marta Covioli


    Aggiungo la notizia di questa mattina
    l pilota caduto ieri durante la Senior Race alla Southern 100 (gara poi annullata) è Dan Hegarty, trasportato al Noble's Hospital di Douglas ma probabilmente già di ritorno nel paddock del Billown Circuit proprio oggi.

    Speriamo il tempo sia clemente oggi....
     
    Ultima modifica: 8 Luglio 2015
  3. attila030304

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    Firmata la petizione, RIP Doc. Hinds.
    Fatelo anche voi.

    andrea
     
    Ultima modifica: 8 Luglio 2015
  4. dragonair0307

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    Southern 100 – Tutte le gare del mercoledì

    Finalmente il meteo ha dato un po’ di tregua a questa finora sfortunata edizione della Southern 100. Edizione, peraltro, in cui si festeggia il “Diamond Jubilee” dell’evento che si tiene dal 1955 al Billown Circuit dell’Isola di Man.


    Cinque le gare in programma per questa serata, che non hanno certamente deluso le aspettative.

    Alle ore 18 locali la chiusura delle strade e una veloce sessione di qualifiche per i Sidecar. Poi, tutto pronto per la prima gara effettiva di questa Southern 100 2015, la “Ellan Vannin Fuels Senior Race” . Fa discutere la notizia dell’esclusione di Ryan Kneen dall’evento, poiché ieri diede un passaggio a Dean Harrison dopo la caduta dell’inglese. Caduta che ha messo fuori uso la R1 Mar-Train Superbike di “Deano”, costringendolo ad usare la Stock almeno per questa sera.

    Il tracciato è asciutto, il sole splende e il record di Harrison in 114,473 mph (del 2014), oggi potrebbe vacillare. Alle 18.35 scatta la Senior Race, ridotta da 10 a 7 giri, con le 1000cc a sfrecciare verso la curva a destra di Ballakeighan. La gara perde subito un atteso protagonista: Russ Mountford è fermo a Ballanorris già nel giro di allineamento. Un vero peccato per il pilota inglese. Al via, il poleman Ivan Lintin (RC Express Kawasaki) viene subito sopravanzato da Guy Martin, assoluto specialista del Billown Circuit e vincitore del “Solo Championship” nel 2013 e 2014. A metà del primo passaggio le posizioni di vertice sono molto compatte, con Martin a guidare la corsa davanti a Dan Kneen (Honda Padgett’s), Dean Harrison (Mar-Train Yamaha) e Ivan Lintin.

    Chi finora non si era mai messo in mostra durante le prove, sfoggiando tra l’altro una livrea bianca sulla sua BMW S1000RR, è Michael Dunlop. Ma la gara è tutta un’altra storia. Michael recupera terreno velocemente e al secondo passaggio è già alle spalle di Guy. Harrison tiene saldamente la terza posizione facendo scivolare al quarto posto il mannese Dan Kneen, mentre dietro di loro troviamo Lintin e, più staccati, Jamie Coward e Billy Redmayne.

    Il gap tra Martin e Dunlop passa da 8 decimi al terzo giro, a 6 al quarto giro, ma al quinto passaggio Guy fa segnare il best lap di gara in 111.693 miglia orarie. Le posizioni rimangono invariate fino al traguardo, ma Michael Dunlop si rimette negli scarichi della Tyco BMW by TAS e l’ultimo giro è davvero da cardiopalma: fotofinish, 0.092 secondi a separare i primi due e il vincitore viene dichiarato solo dopo un attimo di esitazione: è Guy Martin a trionfare in questa Senior Race. Secondo gradino del podio dunque per Michael Dunlop in sella alla sua BMW MD Racing, terzo Dean Harrison su Yamaha Mar-Train. Quarto posto per Dan Kneen, poi Ivan Lintin, James Cowton, Jamie Coward, Billy Redmayne, Anthony Redmond e Michael Russell a chiudere la top ten.



    Il programma di giornata viene rivisto in corso d’opera e la seconda gara è la “Mike Kerruish Plumbing 250/650cc Race“. Le Lightweight non riservano purtroppo molte sorprese, con il poleman Ivan Lintin a dominare la gara sulla Kawasaki 650 RC Express, fresco vincitore di categoria al TT 2015. Al secondo posto troviamo il bravissimo James Cowton su ER6 Stewart Smith, mentre completa il podio Jamie Coward, sempre su Kawasaki ER6, ormai completamente ripresosi dall’incidente dello scorso anno alla Tandragee 100. Ritirate le uniche due 250cc in gara di Tom Snow e Sam Wilson.




    Segue la “Radcliffe Butchers 600cc Race“, una gara che ha riservato invece parecchie sorprese. Assente Michael Dunlop, che decide di salvaguardarsi perchè non ancora in piena forma dopo l’incidente al Tourist Trophy. Favoriti dunque Dean Harrison e Ivan Lintin, ma la gara prende risvolti inaspettati. Al via dei 7 giri previsti è Russ Mountford su Triumph Silicone Engineering a prendere la testa della corsa, seguito da Dan Kneen, James Cowton, Ivan Lintin e Dean Harrison. Il gruppo è compatto ma è chiaro che Harrison ha un passo diverso: scavalca Lintin, poi Kneen, mentre Mountford perde la leadership a favore di Cowton.


    I due sono distanziati da mezzo secondo, ma Harrison piomba come un fulmine sulla coppia di testa e al quarto passaggio si porta davanti a tutti a Crossfourways. Cowton è a soli 3 decimi, Mountford non molla, mentre dietro di loro il serpentone compatto prosegue con Dan Kneen, Seamus Elliott (che fa segnare il best lap di gara in 106.601 mph) e Ivan Lintin. Quinto passaggio e Mountford viene scavalcato sia da Kneen che da Elliott, che si portano alle spalle del duo di testa. Ma ecco che Cowton è vittima di un errore (arriverà ultimo al traguardo, in 25^ posizione), va lungo e lascia campo libero a Kneen e Elliott, con Elliott che riesce poi anche a superare il mannese dopo una gran bagarre. Ultimo giro, Dean Harrison ha un vantaggio di 4 secondi sugli inseguitori e le posizioni sembrano ormai congelate, ma ecco che nel tratto finale del tracciato, presso Great Midow, “Deano” scompare di scena per un problema alla batteria della sua R6 Mar-Train. Seamus Elliott, habituè delle gare Nationals, coglie quindi un’inaspettata vittoria nella classe 600cc e grandissima è la gioia nel paddock per lui. Secondo posto per un bravissimo Russ Mountford, mentre terzo è Dan Kneen (che su Honda Padgett’s si pensava portasse risultati un poco più consistenti). Da segnalare l’ottima prestazione del nostro Tommaso Totti (Kawasaki Turbo Racing Team), 16° al traguardo alla sua prima Southern 100, dopo solo un assaggio del Billown Circuit al Post TT 2015!

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    Tommaso Totti Foto Andrea Hawley

    Quarta gara di questa serata mannese è la “Ace Hire and Sales Sidecar Race“. Assenti purtroppo i fratelli Birchall e il grande Dave Molyneux, ma la entry-list dei 16 equipaggi è comunque invidiabile. La bagarre al vertice è tra padre e figlio Ian e Carl Bell e il plurititolato Tim Reeves con il passeggero Mark Wilkes. I quattro si danno battaglia a suon di sorpassi tra i muri del Billown Circuit, mentre alle loro spalle John Holden e Dan Sayle danno spettacolo a suon di traversi. Il gap tra i primi due sidecar non sale sopra al mezzo secondo, con Tim Reeves e Mark Winkle (DMR Honda) che tagliano il traguardo per primi con soli 0.139 secondi sulla coppia dei Bell (LCR Yamaha), che fanno segnare comunque il best lap di gara in 98.755 mph. Terzo gradino del podio per Holden e Sayle (LCR Honda), seguiti da Conrad Harrison e Andy Winkle (Shelbourne Honda). Settimo posto per l’onnipresente Roy Hanks.



    Chiude la giornata la “Station Garage 125/400/450cc Race“, inizialmente prevista per ieri e poi accodata al programma di oggi, mercoledì 8 giugno. A vincere è Alistair Howarth (Yamaha 400) davanti a Adrian Kershaw (Kawasaki 400) e Dave Corlett (Kawasaki 400).


    L’appuntamento è per domani pomeriggio con l’intenso programma finale della Southern 100!

    Marta Covioli
     
    Ultima modifica: 9 Luglio 2015
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    In memoria del Dottor John Hinds 7Luglio

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    Ultima modifica: 9 Luglio 2015
  6. dragonair0307

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    Lo hanno accompagnato a casa sul percorso di gara che lui amava di più: Tandragee.
    Sulla moto blu davanti all'auto c'è Janet. la sua compagna........
     
    Ultima modifica: 9 Luglio 2015
  7. fcalissi

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    Sono rimasta un pochino indietro con gli aggiornamenti :)
    Ecco qui i risultati della Southern 100
    Fonte www.roadracingcore.com


    Southern 100 – Solo Championship: Guy Martin è ancora il Re del Billown

    Road Racing at its best: con questo appellativo gli organizzatori amano descrivere la Southern 100. Ovvero, road racing nella sua espressione migliore. Sotto un cielo limpido, con temperature gradevoli e asfalto asciutto, pochi altri luoghi possono competere con il Billown Circuit in fatto di spettacolo e coinvolgimento. L’atmosfera in uno dei posti più iconici delle road races è emozionante, con le moto che sfrecciano ad un palmo dai muretti a secco, un paddock di prato con una cabina di commento che ha visto trionfare nomi leggendari delle gare su strada ed un grandstand ricavato dal bilico di un camion. Pochi fronzoli o facciate, solo road racing allo stato puro.


    Mentre il paddock brulicava di fan entusiasti e l’asfalto era ancora caldo e gommato dalle gare precedenti, le grosse 1000cc venivano portate in griglia, pronte per affrontare l’evento più importante della Southern 100. In una miriade di gare, tra le piccole cilindrate, i sidecar, la Senior e la Open, l’evento della Solo Championship rappresenta il trofeo per eccellenza al circuito che lambisce Castletown, quello che farà sfoggiare il numero uno sul cupolino del primo classificato nell’anno seguente. Dopo una serie di gare mozzafiato, con colpi di scena, sorpassi, ritiri e battaglie, questa Solo Race si presentava come la resa dei conti: Guy Martin, già trionfatore nella Senior di ieri non era assolutamente intenzionato a farsi sfuggire il titolo proprio all’evento da lui più volte definito ‘il migliore dell’anno'; tuttavia, l’ombra lunga di Michael Dunlop faceva non poca paura, con quella BMW 2015 bianca che sa tanto di assemblaggio in garage, ma che Michael sa far volare come pochi. Proprio il figlio minore di Robert Dunlop si era da poco imposto per un niente su Martin nella Corlett’s Trophy Race, la gara Open. E poi il giovane Dean Harrison, ancora alle prese con una R1M difficile da gestire e tendente alle impennate, manco fosse un cavallo imbizzarrito. Giusto per aggiungere pathos, la coppia Ivan Lintin (Kawasaki RC Express) e Dan Kneen (Honda Padgett’s) sembravano proprio in palla oggi.


    I limitatori al massimo e la voce concitata dello speaker Roy Moore segnano l’inizio delle danze, la Manx Gas Solo Championship è al via, pronta ad offrire 9 giri di puro spettacolo. Guy Martin scatta bene dalla pole e mantiene la prima posizione alla staccata di Ballakeighan, curvone secco a destra che immette sul rettilineo prima di Iron Gates. Lo seguono come ombre Dan Kneen, Michael Dunlop, Ivan Lintin, Dean Harrison, Russ Mountford e James Cowton. Al termine del primo passaggio è sempre Martin a guidare la corsa, tallonato a 0.169 secondi da Kneen, con Dunlop, Lintin e Harrison racchiusi in meno di un secondo. Il secondo giro vede i primi quattro piloti far segnare medie già molto interessanti, con Martin a chiudere in 111.7 mph, Kneen in 111.5 mph, mentre Dunlop e Lintin fanno segnare un giro in 111.6 mph: la sfida è infuocata e i piloti ancora si studiano tra i rettilinei, le staccate e la compressione famosa di Billown Dip.

    Al terzo passaggio, però, avviene il primo grande colpo di scena che esclude un pretendente di prim’ordine dalla corsa: Michael Dunlop non passa dal rilevamento di Cross Four Ways e viene segnalata poco dopo la sua caduta a Ballabeg. Michael scivola e si rialza, ma la gara è compromessa. Gara che perde uno dei suoi protagonisti migliori e con lui un pizzico di spettacolarità. I primi due, Martin e Kneen, sembrano quasi non accorgersi della mancanza di Michael Dunlop e sfrecciano sul traguardo separati solamente da mezzo secondo. Kneen prova più volte l’attacco su Martin: cerca di infilarsi a Ballabeg, poi a Cross Four Ways, infine a Castletown Corner, ma il ragazzo di Kirmington mette sempre la sua Tyco BMW negli spazi necessari a mantenere la leadership. Il loro ritmo inizia ad essere insostenibile per gli inseguitori, e dal terzo passaggio Dean Harrsion accusa 5 secondi di gap, seguito da Lintin, Mountford, Cowton e Jamie Coward.

    Dopo un terzo giro in 112.5 miglia di media, Martin tenta di scappare, ma Dan Kneen pennella precisamente 2Ballawhetstone, Williams Corner e Billown Dip. Manxman nativo di Braddan, Kneen conosce bene il tracciato e la Padgett’s ufficiale lo galvanizza. Al quinto passaggio il gruppo di testa perde un altro leader, quando Dean Harrison passa a velocità ridotta sul traguardo, sfilato da tutti gli altri piloti, prima di ritirarsi ai box. Davanti la lotta è sempre serrata e le grida dei quattro cilindri tedesco e giapponese si insinuano tra i boschi e i prati a sud dell’Isola di Man, disegnando traiettorie tra i muretti. Kneen studia Martin e cerca un’opportunità a Cross Four Ways al penultimo giro, attacco prontamente rintuzzato da Guy. I due iniziano il nono ed ultimo passaggio distanziati da soli 9 decimi: Ballakeighan, Iron Gates e Joey’s Gate, con la spalla destra a sfiorare il muro, in piedi sulle pedane a contenere l’esagerazione di cavalli delle proprie moto. All’approccio di Cross Four Ways Dan Kneen prova un altro attacco, Martin risponde e si va verso Great Meadow, punto poco raccomandabile dove effettuare sorpassi. Sulla loro strada si mettono alcuni doppiati e per fortuna ed esperienza, Guy Martin riesce a tenersi dietro il giovane rampante di casa Honda. Guy vince così la sua seconda gara dell’evento e mette nuovamente le mani sul trofeo più ambito al Billown, la Solo Championship. Dopo i trionfi del 2013 e del 2014, Martin si riconferma per il terzo anno consecutivo campione a Castletown, raggiante come nei giorni migliori, quando tutto va alla perfezione, quando non ci sono troppi contorni e convenevoli e si parla solo di gare. Ottima la prestazione di Dan Kneen, che ripaga Clive Padgett’s (che non partecipava in qualità di pilota alla Southern 100 da ben 35 anni) con un meraviglioso secondo posto, e si riconferma un ragazzo maturo che quando ha tutto a punto (vedi lo scorso anno con il team Cookstown/BE Racing) è un osso durissimo. Buona anche la prestazione di Ivan Lintin, che da comprimario e uomo da media classifica si è trasformato in una macchina da podi e vittorie, non ultimo il suo trionfo al TT. Problemi di affidabilità continuano ad affliggere il team Mar-Train Yamaha, che dovrà correre ai ripari in vista dei prossimi meeting quali Armoy e Ulster Grand Prix, mentre Michael Dunlop avrà il tempo di adattarsi alla sua nuova BMW.

    Mentre il rombo dei sidecar invade il tracciato e i tifosi si congratulano con il suo interprete migliore in tempi recenti, tra pacche sulla spalla e ‘pollici in sù’, il circuito del Billown viene riavvolto in quel sottile velo di naturale adrenalina che solo l’Isola di Man può trasmettere.
    Nicola Covioli
     
    Ultima modifica: 13 Luglio 2015
  9. dragonair0307

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    Southern 100 – Open Race a Michael Dunlop, ottimo Tommaso Totti

    Dopo un inizio di settimana caratterizzato dalla pioggia, da ieri finalmente il sole è tornato a splendere sul Billown Circuit dell’Isola di Man. Tutto pronto per l’intensa giornata di oggi, tappa conclusiva di questa 60^ edizione della Southern 100, con un programma di gare rivisto per far spazio a quelle non disputate martedì sera a causa della pioggia.


    La prima gara a prendere il via questa mattina è la “Pole Position Travel 600 Race”, dedicata al gruppo di piloti che in qualifica hanno fatto segnare tempi più alti rispetto al gruppo 1. Tra questi è il veterano Davy Morgan a cogliere la vittoria davanti a Jonathan Howarth e Brad Vicars, tutti su Honda.


    Scatta poi la “S&S Motors 600 Race”, con il numero 22, Ivan Lintin, in pole position e in testa nelle primissime fasi di gara. Tabelle gialle ben visibili sulle carene di tutti e moto che sfrecciano verso la destrorsa Ballakeighan. Se la sfortuna ieri aveva accompagnato il fortissimo Dean Harrison (fermato per un guasto alla sua Mar-Train Yamaha all’ultimo giro) oggi “Deano” trova finalmente il modo di riscattarsi: al secondo passaggio si porta in testa superando proprio Lintin e conduce la gara senza troppi problemi per i restanti 4 giri. Alle sue spalle troviamo appunto Lintin, poi Dan Kneen, James Cowton, il vincitore della gara di ieri Seamus Elliott, il mannese Billy Redmayne e Russ Mountford. Dean prende il largo e al quarto giro fa segnare il miglior crono di gara in 109.447 mph di media, sfrecciando con la sua Yamaha dalla livrea blu acceso attraverso i muretti del Billown Circuit. Al termine dei 6 giri previsti è l’asso di Bradford Dean Harrison a tagliare per primo il traguardo con 2.7 secondi di vantaggio sulla Kawasaki di Ivan Lintin preparata dal team RC Express della famiglia Constable; terzo gradino del podio per il manxman Dan Kneen su Honda Padgett’s. Quindicesimo posto per Tommaso Totti (Kawasaki Zx-6R Turbo Racing Team), che migliora la propria prestazione di ieri sera abbattendo il muro delle 100mph e girando con un best in 101.361 mph.




    Terza gara di giornata è la “Corlett’s Trophies 600/1000 Race”, inizialmente prevista per martedì sera ma poi rinviata a causa della pioggia. I big sono tutti schierati, i motori caldi, lo sguardo fisso lungo il “rettilineo” che porta alla destra di Ballakeighan. Si attende una gran bagarre tra Guy Martin (vincitore della main race di ieri) e un Michael Dunlop in cerca di riscatto, senza ovviamente escludere “cavalli pazzi” quali Dean Harrison e Dan Kneen. Al via Lintin scatta dalla pole ma, come già successo, non riesce a mantenere la leadership e viene sopravanzato da Martin, Kneen, Dunlop, Mountford e Harrison. Alla staccata di Cross Four Ways il mannese Dan Kneen infila superbamente la Tyco BMW di Guy Martin, portandosi in testa al gruppone ancora compatto. I primi 6 piloti sono infatti separati da soli 2,5 secondi: si prospetta una gara infuocata.

    Al secondo passaggio Kneen conduce ancora davanti a Guy Martin e Michael Dunlop, mentre Lintin è riuscito a recuperare terreno fino alla quarta posizione e fa segnare un interessante 110.809 mph; James Cowton, intanto, è vittima di un problema tecnico che lo fa scivolare molto indietro nel gruppo. Al terzo giro avvengono i primi cambiamenti: nel tratto di Cross Four Ways Harrison passa Lintin (con un giro a 111.930 mph), mentre Guy Martin si porta in testa scavalcando Dan Kneen; cinque piloti racchiusi in 1.7 secondi, mentre al nono posto troviamo la prima 600cc contrassegnata dalla tabella gialla del bravissimo Seamus Elliott.

    Quarto giro, Dan Kneen è di nuovo leader davanti a Martin e Harrison, che nel frattempo è riuscito a scavalcare anche Michael Dunlop; seguono Lintin e Mountford. I sorpassi all’interno del gruppo di testa ormai non si contano più, con Guy che al quinto giro scavalca nuovamente il mannese di Honda Padgett’s nel tratto di Billown Dip e Michael Dunlop che si mette alle spalle Dean Harrison. Il passo di Guy Martin si fa consistente, con un giro a 113.147 mph di media, riuscendo così a sfondare il muro delle 113 miglia in questa edizione, mentre Lintin e Mountford perdono terreno. Non mollano invece Michael Dunlop (con la sua BMW MD Racing bianca versione 2015) e Dean Harrison (Yamaha Mar-Train), che rifilano Kneen in quarta posizione. Al penultimo giro Michael fa segnare il miglior crono di gara in 113.512 mph di media e si porta a soli 3 decimi da Guy Martin. L’ultimo giro è da cardiopalma: Guy guida la corsa, sicuro verso la sua seconda vittoria in due giorni al Billown Circuit, ma Michael Dunlop stringe i denti nonostante l’infortunio del TT non ancora del tutto superato. Harrison sembra ormai fuori dai giochi per la vittoria, così come Dan Kneen. La lotta è tutta in casa BMW tra Guy Martin e Michael Dunlop. Nel tratto finale del tracciato, con qualche doppiato in traiettoria, Michael sferra l’attacco decisivo e va a vincere questa Corlett’s Trophies Race per soli 8 centesimi su Guy Martin, sfrecciando praticamente appaiati sul traguardo! Terzo (a 1.6 secondi) è Dean Harrison, quarto Dan Kneen, poi Ivan Lintin e Russ Mountford. Seamus Elliott è nuovamente vincitore nella categoria 600cc davanti a James Cowton e Colin Stephenson.

    Marta Covioli
     
    Ultima modifica: 13 Luglio 2015
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    Europeo Salita – Villers sous Chalamont, Curinga centra il titolo europeo

    Otto manche vinte su otto disputate, nuovo record del tracciato e titolo europeo in tasca. Il Campionato Europeo Velocità in Salita ha fatto tappa lo scorso fine settimana a Villers sous Chalamont, Francia, e Francesco Curinga è stato a giusta ragione il re dell’evento.


    Paesino a sud di Besançon, Villers sous Chalamont ha ospitato il penultimo appuntamento stagionale dell’Europeo dopo Bergrennen-Landshaag (Austria), Chatel St. Denis (Svizzera) e Carpasio-Prati Piani, prima dell’evento conclusivo alla Poggio-Vallefredda del 23 agosto.

    Tanti i piloti e gli appassionati che sabato 18 e domenica 19 luglio hanno dato vita allo spettacolo del 18° Course de côte a Villers sous Chalamont, organizzato dall’Auto Moto Club Moissa Gaz. Il meteo è purtroppo stato inclemente durante le notti, lasciando il tracciato piuttosto umido per le prime salite del mattino, tra l’altro solo due nella giornata di sabato. Domenica, invece, il via alle due manche di gara, con i nomi dei piloti italiani a spiccare spesso sugli altri.

    Nella classe 250cc il nostro bravo Guido Testoni si aggiudica il 3° posto finale in una gara vinta da Jean-Paul Clement; 4° Franco Federigi, 5° Giovanni Ronzoni, 6° Yuri Storniolo e 8° Angelo Testoni.

    Continua l’orgoglio italiano nella categoria Supermoto, con il vincitore Loris Pedriali che consolida la sua leadership in campionato, tallonato da Francesco Martinelli, primo e secondo anche in questo appuntamento francese.

    La 1000cc vede invece la vittoria del francese Jean-Luc David davanti a Jean-Noel Salvi e il bravissimo Daniele Lombardi; “solo” un quarto posto per Stefano Bonetti, di nuovo alle prese con problemi elettronici alla Kawasaki Zx-10R. Si aggiudica invece il 12° posto Marco Giovannoni.

    Ma è nella 600cc che arriva il trionfo italiano in Europa: in sella alla sua Honda CBR600RR, Francesco Curinga centra la quarta vittoria stagionale su 4 round disputati e si aggiudica per il secondo anno consecutivo il titolo di Campione Europeo Velocità in Salita classe 600cc. Annientando totalmente la concorrenza, Curinga (MC Squadra Corse Badalucco) ha vinto quest’anno ogni manche a cui ha preso parte, raggiungendo il titolo con una tappa d’anticipo, primeggiando a Villers anche nel Campionato Francese e in quello Austriaco e, ciliegina sulla torta, facendo segnare il nuovo record del tracciato francese in 1’24”188. Fantastico. Toccante è poi la dedica della vittoria da parte di Curinga a Luca Lazzarin, uno dei “colleghi” piloti della salita e persona fantastica, purtroppo scomparso in un incidente in moto la settimana scorsa. Un pensiero a Luca, ai suoi familiari e amici anche da parte nostra…

    La classe 600cc perde sabato uno dei suoi protagonisti, quando in prova Stefano Nari rompe il motore dicendo purtroppo addio al secondo posto in campionato europeo. Dopo Curinga, dunque, è Stefano Frisanco il miglior italiano in gara con un 5° posto, poi Carmine Sullo (7°), Nicholas Rovelli (13°) e Yuri Storniolo (14°).

    Il prossimo appuntamento europeo sarà la Poggio-Vallefredda del 23 agosto, mentre il CIVS torna il 9 agosto con la salita Molino del Pero-Monzuno.

    Marta Covioli


    [​IMG]

    (Foto: Championnat de France de la Montagne)
     
    Ultima modifica: 23 Luglio 2015
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    E' incredibile come nella specialità gli Italiani primeggino e comunque facciano una splendida figura sportiva nonostante la Fim nazionale e gli amministratori locali,su pressione,è bene ricordarlo,dei cittadini bifolchi e ciechi,avversino in tutti i modi codesta specialità

    Grand,grandissimi complimenti a Curinga,Nari e tutti gli altri che fanno migliaia di chilometri per il nostro paese

    Ma quante cose potrebbero insegnarci questi ragazzi,ci avete mai pensato ?

    Un pensiero affettuoso a Luca ed i suoi familiari
     
    Ultima modifica: 23 Luglio 2015
  12. dragonair0307

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    Ulster GP – Parte la road race più veloce al mondo

    Stiamo per entrare in una delle settimane più “calde” dell’intera stagione road racing. Piloti, team e fiumi di appassionati si muoveranno verso Dundrod, Irlanda del Nord, dove tra prati, alberi e muretti si volgerà dal 5 all’8 agosto il famosissimo Ulster Grand Prix.


    Supportato per il terzo anno consecutivo dal main sponsor Metzeler e per il quarto anno da Lidl, l’Ulster GP è la terza corsa su strada più importante dopo Tourist Trophy e North West 200, nonché road race più veloce del mondo con l’impressionante media record di 133.977 mph, fatta segnare da Bruce Anstey nel 2010.

    Ma il record vacilla e già lo aveva fatto nel 2014, con condizioni meteorologiche tutt’altro che perfette. Quest’anno le 134 miglia orarie sembrano alla portata e i pretendenti potrebbero essere davvero tanti. La 93^ edizione dell’Ulster GP si prospetta come qualcosa di imperdibile!

    Ci sarà ovviamente il recordman Bruce Anstey in sella a Honda Padgett’s, che a 45 anni continua a stupire con vittorie al TT e proclamazione di “man of the meeting 2014″ proprio all’Ulster. Il “kiwi” sarà affiancato dal nuovo compagno di squadra Dan Kneen, ventinovenne mannese vincitore della sua prima International Road Race proprio a Dundrod lo scorso anno, con la Superstock del team Cookstown/BE.

    Presente con Honda Racing il manxman Conor Cummins, finora un po’ sottotono ma pronto a sferrare un doppio attacco a Dundrod anche con la Supersport Jackson Racing.

    Come non nominare poi la coppia Tyco BMW by TAS, Guy Martin e William Dunlop, recenti vincitori ad Armoy con William particolarmente “in palla” con la R6 CD/IC Racing.

    Il plotone BMW prosegue poi con il mastino Michael Dunlop, che avrà a disposizione la sua Stock MD Racing oltre ad una nuova S1000RR Superbike e alla sua Honda CBR600RR Supersport. Michael è stato al centro di numerose polemiche dopo l’abbandono del team Milwaukee Yamaha durante il TT per tornare con la Casa bavarese, ma a causa di un infortunio il suo Tourist Trophy è stato comunque avaro di soddisfazioni. Dopo il dominio della “Race of Legends” ad Armoy, però, vedremo se Michael proseguirà anche a Dundord questa onda positiva.

    Caparbio sviluppatore della nuova Yamaha R1 per le road races è invece Dean Harrison, che con il Team Mar-Train sarà al via dell’Ulster GP che lo ha visto protagonista di un brutto incidente proprio lo scorso anno. Se la nuova Yamaha si comporterà bene, “Deano” potrebbe essere uno dei contendenti alla vittoria, lui che nel 2014 finì secondo nella Superstock Race dietro a Dan Kneen per soli 0.001 secondi!

    Sul versante Kawasaki troviamo invece il “Bingley Bullett” Ian Hutchinson, rientrato all’Ulster GP 12 mesi fa dopo ben tre anni di assenza. Dominatore del TT 2015 con 3 vittorie su 5 gare disputate, Hutchy mira al primo gradino del podio anche a Dundrod, sia con le “verdone” Superbike e Superstock di Paul Bird, sia con la bella Yamaha R6 Traction Control di Keith Flint.

    Attenzone poi a Peter Hickman, best newcomer di sempre all’Ulster GP (così come al TT e alla North West 200) e pronto ad affrontare il Dundrod Circuit per la seconda volta in carriera. Direttamete dal BSB con BMW Briggs Equipment, Hicky non nasconde di puntare direttamente al podio.

    Ci saranno poi Lee Johnston, giovanissima star delle road races in sella a BMW East Coast Construction, il grande Gary Johnson su GB Moto Kawasaki, il fortissimo Ivan Lintin su Kawasaki RC Express, il veterano Paul Shoesmith propietario del Team ICE Valley, Glenn Irwin sulla Supertwin di John Burrows, Seamus Elliott alla sua prima International con Wilson Craig Honda, Ryan Farquhar, Keith Amor, Dan Cooper, Alan Bonner, Derek Sheils, Derek McGee, Chris Elkin, la piccola Sarah Boyes, il ceco Michal Dokoupil ecc ecc…

    Farà poi il suo esordio all’Ulster GP l’austriaco Horst Saiger con la Kawasaki del Team ILR di Ian Lougher. Assente invece proprio l’altro pilota di Lougher, Dan Hegarty, a causa di un infortunio alla spalla. Non ci sarà neppure Steve Mercer, ingaggiato inizialmente da RC Express annunciando in eguito il forfait; ovviamente non vedremo Jamie Hamilton e Stephen Thompson, ai quali vanno sempre i nostri pensieri. E non ci sarà neppure il nostro Tommaso Totti, che aveva l’Ulster GP tra i suoi piani 2015 ma che ha recentemente preferito concentrarsi sull’imminente Manx GP dopo l’ottimo esordio alla Southern 100. Anche Marco Pagani, che dopo il Tourist Trophy aveva l’Ulster nel mirino, ha detto addio un’altra volta alla gara di Dundrod a causa di un’operazione al ginocchio.

    L’Ulster Grand Prix attende ora 170 piloti provenienti da 17 Paesi diversi, pronti a prendere il via davanti al Grandstand sulle note della consueta “Sandstorm” a tutto volume. Da brivido!



    Il tracciato – 7,41 miglia da percorrere in senso orario, con partenza lanciatissima lungo il Flying Kilo, un rettilineo dove le Superbike raggiungono le 190 mph. Si chiude il gas per la prima volta solo al sinistra-destra-sinistra di Rock Bends, poi si stacca forte per la destra secca di Leathemstown e di nuovo a gas spalancato lungo il saliscendi di Deer’s Leap, dove l’anteriore fatica a stare attaccato all’asfalto. Un’altra curva a destra a Cochranstown, poi un breve rettilineo che porta alla destra veloce di Quarterlands. Si riapre il gas e subito dopo lo si richiude leggermente per la piega a sinistra di Ireland’s Corner, la più veloce del tracciato. Un altro rettilineo con leggera curva a destra (la Lougher’s, ex curva Budore), poi si spalanca il gas pennellando le pieghe di Joey’s Windmill e Jordan’s Cross. Si arriva alla destra di Wheeler’s Corner e poi giù piegando a sinistra a Tournagrough fino ad arrivare alla staccatona del Lindsay Hairpin, un tornante a destra che immette nell’ultima sezione del tracciato. Gas spalancato fino al destra-sinistra di Quarries, poi ultima curva verso destra (Dawson’s Bend) e si taglia il traguardo davanti al Joey Dunlop Grandstand.

    Proprio Joey è stato il pilota più vincente a Dundrod, con 24 trionfi; al secondo posto Ian Lougher a quota 17 e poi Phillip McCallen con 14 vittorie.

    [​IMG]

    Programma Ulster Grand Prix 2015

    Mercoledì 5 agosto: prove dalle ore 12.00 locali

    Giovedì 6 agosto: prove dalle ore 10.30 locali. A seguire gare Dundrod 150

    Sabato 8 agosto: gare Ulster GP dalle ore 9.30 locali

    Marta Covioli
     
    Ultima modifica: 31 Luglio 2015
  13. dragonair0307

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    Ulster GP – Guy Martin il più veloce, ma il meteo rovina tutto

    Si è aperta oggi l’attesa Bike Week dell’Ulster Grand Prix, lungo le 7.41 miglia del tracciato di Dundrod, presso Belfast. Il meteo, come spesso accade in Irlanda del Nord, non è dei migliori e la pioggia si alterna alle nuvole per tutta la giornata, con una temperatura di circa 12°.


    Moltissimi i nomi noti ma moltissimi anche i newcomers, che hanno aperto la giornata con un giro a velocità controllata dietro a piloti più esperti quali Davy Morgan e Micko Sweeney. 47 i debuttanti e oltre 170 i piloti totali, provenienti da ben 17 Paesi diversi. Regno Unito, Irlanda, Isola di Man, Francia, Austria, Stati Uniti, Nuova Zelanda: l’Ulster GP, la road race più veloce al mondo, attira davvero piloti da ogni parte del globo, così come frotte di appassionati distribuiti tra i prati e sulle tribune attorno al tracciato.

    Da segnalare l’assenza annunciata di John McGuinness e purtroppo anche quella di Ryan Farquhar e Gary Johnson, quest’ultimo impegnato in una gara di Endurance.

    Il programma di oggi, mercoledì 5 agosto, prevede varie sessioni di qualifiche nel pomeriggio. Alle ore 12.00 locali le strade vengono chiuse e alle 12.30 i newcomers affrontano il loro primissimo giro, nonostante la pioggia e il vento. L’UGP è anche questo. Alle 13.45 il via alla sessione Ultralightweight/Lightweight; nella prima categoria è Chris Elkin su Honda 250cc Moto 3 (l’unica presente) a far segnare il best lap davanti alle 125cc di Paul Jordan e Nigel Moore. Tra le Lightweight, invece, è Paul Owen su Honda il più veloce del gruppo, davanti alla Yamaha 400cc di Seamus Elliott e alla Honda 250cc di Neil Kernohan.



    Segue una sessione di qualifiche per la Dundrod 150 National/Challenge, con il bravissimo Glenn Irwin su Kawasaki 600cc Gearlink (la stessa che usa nel BSB) che fa segnare il miglior tempo alla sua seconda apparizione in carriera all’Ulster GP; secondo posto per Connor Behan (Kawasaki 600cc AIR), terzo Thimoty Elwood (Suzuki 600cc Rod Lee). Solo ventesimo per ora il newcomer Horst Saiger (Kawasaki ILR).



    Il programma prevede poi una sessione di qualifiche Dundrod 150 Superbike, ma le cattive condizioni del tracciato inducono il Clerk of the Course Noel Johnston a dichiarare la sessione valida come Free Practice. Saranno le prove UGP Superbike a determinare la griglia di entrambe le gare. Al termine della sessione è la Tyco BMW di Guy Martin a far segnare il best lap in questa sessione bagnata (in 116.123 mph), seguito dal manxman Conor Cummins su Honda Racing; terzo William Dunlop (Tyco BMW), quarto un ottimo Russ Mountford (Kawasaki Silicone Engineering), poi Ian Hutchinson (Kawasaki PBM), Keith Amor (BMW Rig-Deluge), Ivan Lintin (Kawasaki RC Express), Dan Kneen (Honda Padgett’s), un Dean Harrison vittima di qualche problema alla sua R1 Mar-Train e Derek Sheils (Kawasaki BikeBits NI) a chiudere questa provvisoria top ten. Solo undicesimo un guardingo Bruce Anstey (su Honda Padgett’s, detentore del record dell’Ulster GP dal 2010 alla media di 133.977 mph) e solo quattordicesimo Michael Dunlop, su una BMW Buildbase Hawk Racing dalla bella livrea nera.

    Parte poi la classe Supertwin, ma dopo un solo giro vengono esposte le bandiere rosse: i piloti riportano una visibilità molto scarsa lungo il tracciato. Si attende e si rimanda, nella speranza di far ripartire la sessione e proseguire il programma con le prove UGP Supersport e Superbike, ma, purtroppo, gli organizzatori sono costretti a dichiarare impraticabile il tracciato. Troppa pioggia e troppa nebbia.

    Appuntamento quindi a domani con le altre sessioni di qualifiche al mattino e, dal pomeriggio, le gare della Dundrod 150.
    Marta Covioli


    L'articolo che vi ho postato è di ieri, quindi le gare della Dundrod 150 cominciano oggi.

     
    Ultima modifica: 6 Agosto 2015
  14. dragonair0307

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    Ulster GP, Dundrod Superbike – Incidente per Guy Martin, vince Anstey davanti a Cummins e Hickman

    Dopo un’estenuante giornata di qualifiche spesso interrotte da bandiere rosse, alle ore 18.30 locali partono finalmente le prime gare dell’Ulster Grand Prix 2015.


    Il programma prevede in apertura la Dundrod 150 Challenge, fermata però nel corso del primo giro per incidente. Il Clerk of the Course Noel Johnston decide quindi di dare spazio all’attesa Dundrod 150 Superbike. In pole Guy Martin sulla Tyco BMW, accanto a lui Bruce Anstey (Honda Padgett’s), Ian Hutchinson (Kawasaki PBM) e Peter Hickman (BMW Briggs Equipment).

    Al via parte bene Hutchy che guida la corsa per il primo giro, salvo poi essere passato da un agguerrito Guy Martin; dietro di loro Bruce Anstey, in rimonta su Johnston e Hickman dopo essere incappato in una brutta partenza. Ed è proprio dal “kiwi” che Guy Martin deve guardarsi le spalle: il detentore del record dell’Ulster GP passa anche Ian Hutchinson portandosi a soli 3 decimi da Martin al termine del terzo passaggio. Dietro di loro è bagarre, con Conor Cummins su Honda Racing che riesce a risalire fino alla terza posizione, con Hutchy sfortunatamente fuori dai giochi, ritiratosi in pit lane così come Michael Dunlop e Lee Johnston (quest’ultimo per un problema ai freni). Ed ecco il primo giro a filo di record: Bruce Anstey fa segnare uno strepitoso 133.492 mph al terzo giro. Il “kiwi” vola! Dietro al manxman Cummins troviamo intanto il bravissimo Peter Hickman, Dan Kneen e Keith Amor.

    Ma ecco che l’incubo di oggi si materializza di nuovo: red flag. Guy Martin è vittima di un highside ad Ireland’s Corner mentre si trova in testa e la gara viene dichiarata conclusa al quarto giro. Le sue condizioni paiono non essere serie, nulla di rotto e una visita in ospedale per un controllo ulteriore.

    Bruce Anstey (Honda Padgett’s) è quindi il vincitore di questa Dundrod 150 Superbike davanti a Conor Cummins (Honda Racing) e Peter Hickman (BMW Briggs Equipment). Ma ciò che impressiona è il best lap di Hickman: 132.413 mph al suo secondo UGP in carriera e su una Superstock. Pazzesco! Al quarto posto troviamo Dan Kneen, poi Keith Amor, William Dunlop, Dean Harrison, Ivan Lintin, Russ Mountford e Seamus Elliott a chiudere la top ten.

    Dopo la gara, Cummins ci ha spiegato di essere rimasto imbottigliato in partenza; “una volta liberatomi ho cercato di stare con i primi ma non riuscivo a tenere il passo di Anstey e Martin, così mi sono stabilizzato in terza posizione”.

    Un felicissimo Hickman ci ha raccontato che “è stata una bella gara ed è andata bene sin dalla partenza. Ero dietro a Lee, ci siamo passati, poi lui si è ritirato. Ho cercato allora di seguire Cummins e imparare il più possibile. C’è anche qualche miglioria da fare per sabato”.

    La direzione gara decide a questo punto di rimandare tutto il resto del programma a sabato, quando le gare dovranno susseguirsi senza sosta, senza (speriamo) ulteriori bandiere rosse. Appuntamento a sabato con le gare dell’Ulster GP!
    Marta Covioli


    Aggiornamento sulle condizioni di Guy Martin
    Si pensava fosse il suo Ulster GP, ma Guy Martin sarà costretto a dire addio alle gare di domani.
    Nella caduta di ieri a Ireland's Corner, Guy ha riportato fratture a sterno, vertebre e costole.
    Un grosso in bocca al lupo di pronta guarigione a Guy Martin, ma anche agli altri infortunati Alan Bonner, Gavin Lupton e Forest Dunn.
     
    Ultima modifica: 7 Agosto 2015
  15. fcalissi

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    Ultima modifica: 7 Agosto 2015