[Provata] Triumph Thruxton R

[Provata] Triumph Thruxton R - opinioni e discussioni sul Forum di Dueruote - puoi discutere con appassionati di moto come te, iscriviti subito per partecipare ed esprimere la tua opinione!

  1. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

    Iscritto:
    1346846680
    Messaggi:
    2.497
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    La mia prova di questa Triumph nasce da un inconveniente che mi è capitato ieri: dovevo provare di nuovo la V9, ma a causa della pioggia questa possibilità è sfumata. Tornato a casa un pochino deluso, mi sono messo a spulciare vari siti di moto e, capitato su quello Triumph, ho letto con interesse le specifiche della Thruxton: motore bicilindrico da 1200cc,97 cavalli a quasi 7000 giri, 112 Nm a quasi 5000 giri, cambio a 6 marce ed un peso a secco di poco più di 200 chili.

    Non avevo mai visto questo modello, e più ancora dei numeri mi ha impressionato la linea, bassa, filante come una delle vecchie moto che piacciono a me, e poi il colore: verde scuro, bellissimo! Poi scopro la Thruxton R: stesse specifiche della precedente, stesso telaio, ma ciclistica impreziosita da ammortizzatori posteriori Ohlins,forcelle Showa, pinze Brembo e pneumatici Pirelli Rosso Diablo. Bella, costosa, con un motore grosso… mi è venuta la curiosità di provare questa moto che non avevo mai considerato prima, così mi sono prenotato sul sito. Erano le 12.30. Alle 15 spaccate mi chiama Angelo, il titolare della concessionaria Triumph:”Ho visto che hai prenotato la Thruxton (cavolo, ma hai mangiato con l’imbuto?), me ne è arrivata una appena pochi giorni fa, se vuoi puoi venire a vederla anche adesso”. Cacchio, mi ha preso alla sprovvista, ero appena arrivato al cantiere. Oggi non posso, domattina? Ok, vada per domattina.

    E così alle 9 spaccate ero lì, davanti alla vetrina ed al centro, a pochi metri, circondata da un po’ di Bonneville c’era lei, la Thruxton R, elegante nel suo grigio metallizzato ma aggressiva con le forcelle dorate, gli ammortizzatori gialli e quei freni grandissimi davanti. Arriva Angelo, gentilissimo, premuroso, facciamo quattro chiacchiere mentre aspettiamo che le impiegate completino le formalità per l’assicurazione provvisoria della moto: mi dice che sarò il primo a provarla, la moto ha zero chilometri, quindi attenzione ai comandi spugnosi. E mi da 10 euro per fare benzina, chè è a secco! Insomma una persona davvero molto cordiale e sollecita verso i propri clienti, e se dovessi comprare le moto solo in base a quanto sono gentili i venditori, la Triumph sarebbe in testa.

    Dopo qualche minuto – nel frattempo parliamo di auto Honda, di film e della mia California – l’assicurazione è pronta, Angelo porta la moto nel piazzale e mi da le chiavi. Non mi spiega granchè dei comandi, perché semplicemente non ce n’è bisogno: il manubrio è essenziale ma completo, con sulla destra il bottone d’avviamento e delle quattro frecce e sulla sinistra il comando delle luci, delle frecce, della mappatura e poco altro. Contagiri e contachilometri analogici sono integrati da due piccoli schermi digitali dei quali quello sinistro indica la marcia inserita ed i chilometri percorsi, e quello destro altre informazioni utili tra cui la mappatura selezionata, il carburante disponibile e l’autonomia residua. Il tutto corredato dalle spie dell’impianto elettrico. Bè, è fatta, mi siedo (quanto sono in basso!), afferro il semimanubrio sinistro (quanto sono piegato in avanti!), giro la chiave, frizione, bottone, tocco di gas e siamo in moto.

    Esco dal cortile della concessionaria, mi immetto su strada ed assumo la tipica posizione che io chiamo “a smorzacandela”, accucciato sulle pedane. La seduta mi è totalmente estranea ma la moto fa di tutto per farmici adattare in fretta, e per i primi chilometri mi preoccupo più di prendere confidenza con il gas e con le leve che di capire come sto seduto più comodo, o correttamente. Il motore gira pacioso a 70, 80 chilometri orari e la prima incombenza è fare benzina: il bellissimo tappo tipo Monza non ha serrature apparenti ma si solleva premendo un bottone nascosto sull’anteriore, in basso: sotto c’è il tappo vero e proprio, chiuso da una serratura che si aziona con la chiave della moto. Ecco il primo esempio del riuscito connubio tra apparenza e sostanza, che approfondirò più avanti. Una piccola cosa che trovo leggermente scomoda è avere il tappo della benzina fra le mani mentre si fa rifornimento, avrei preferito che fosse dotato di un appiglio per poterlo appoggiare, che so, al manubrio, ma si risolve presto posandolo sulla bella sella imbottita.

    Bene, fatta benzina (il serbatoio tiene poco meno di 15 litri) ripartiamo: ho già perso troppo tempo della mezz’ora disponibile per la prova, vista la vicinanza del Conero e delle sue curve voglio arrivare là e vedere come si comporta questa Triumph su una strada che faccio di media due volte al giorno, tutti i giorni.

    Arrivo al Conero passando per una strada secondaria, faccio la salita degli Angeli e poco prima di Camerano svolto per San Germano: qui cominciano le curve ed i saliscendi, per fortuna hanno rifatto l’asfalto da poco ed ora è una goduria andare in moto anche su questa strada qui. Ed è qui che ho le prime risate di felicità!

    La Triumph è docilissima ai comandi, il gas è ben dosato e la leva della frizione molto leggera. Le marce entrano senza esitazioni e con precisione, anche sotto il mio piede abituato al cambio a bilancere della California, che in confronto è un po’ macchinoso. Passando i chilometri capisco anche meglio come sedermi sulla sella: arretro il sedere, che poggi sull’unghia della sella, punte dei piedi verso l’esterno, chè tanto l’interno dei talloni poggia sulle comodissime (davvero, un plauso ai progettisti!) protezioni in alluminio forato, e pancia aderente al serbatoio: scopro che non sto poi così scomodo, carico molto sui polsi ma quando capisco che posso stendere anche il torso sul serbatoio senza che la stabilità in curva ne venga influenzata è come se scoprissi l’uovo di Colombo: percorro chilometri e chilometri, curve su curve in questa posizione e la Thruxton dà l’impressione che non si debba scomporre mai, è docile, è un tutt’uno con l’asfalto, ma… ma perché cacchio il motore risponde così scorbutico?

    Sono in sesta, provo a riprendere da 2000 giri: il motore riprende, ce la fa ma recalcitra un po’: la Guzzona a questo numero di giri riprende in massima marcia senza alcun affanno, e sebbene molto più lentamente sale a 100 chilometri orari con facilità; la Triumph invece scalcia un po’. Mi pare strano, tra le due ci sono 350cc, quasi 50 cavalli e soprattutto 43 anni di differenza e non può essere che una moto nuova sia più scorbutica di una vecchia. Ne faccio una questione d’orgoglio, perché la Guzzona mi ha abituato alla guida in souplesse, ed in sesta scendo a 1500 giri e provo a riprendere: scalcia, scalcia – poi apro a manetta e non scalcia più, balza in avanti tutta felice e la curva dopo basta buttare dentro la quinta, girare veloci, dare gas, mettere la sesta, scalo, giro, do gas, sesta, aaaah, allora non sei loffia, hai solo un grandissimo carattere!

    Mi tranquillizzo scoprendo che è così, le due moto hanno solo caratteri diversi, del resto anche quando alzo il ritmo con la Guzzona ho la necessità di scalare in qualche curva. Ero io che non avevo capito la Triumph, insomma, ma ora ci siamo intesi e – oh, guarda un po’ chi c’è tre curve più avanti? Una Porsche! Una 911 Carrera 3.2 con qualche anno sulle spalle, guidata allegramente da non so quale turista che sta andando verso Sirolo. Ma siamo all’altezza di Massignano, le prossime tre curve sono sempre state più adatte alle moto che alle macchine e così, passato il paesino, ci do un po’ dentro e più che la bravura mi ha aiutato il tempismo: alla prima curva la Porsche sta già rallentando per fare la seconda, alla seconda curva la Porsche ne è appena uscita, alla terza curva le sono dietro e appena la strada si srotola in rettilineo mi basta aprire il gas e la sfilo in una musica bellissima fatta da otto cilindri che si danno da fare.

    Passata la Porsche mi chiedo se sarà ormai ora di riportare la moto a casa, così alla prima occasione faccio inversione e ripercorro tutta la strada in senso inverso. Tornando verso il concessionario mi rendo conto di altre due cose, per me inedite: la prima è che se nelle curve carico ancora di più l’avantreno, spingendo sui semimanubri oltre che sulle pedane, la moto acquista ancora più stabilità e sicurezza in percorrenza, e la seconda è che basta una strada sgombra di traffico, con ottimo asfalto e ottima visibilità, perché la moto si ritrovi a viaggiare a trullallero chilometri orari balzando avanti come se non vedesse l’ora di arrivare a quelle velocità, e pare dire “Ma che cacchio rallenti? Che cacchio freni?? Ne ho di più, ne ho di più, andiamo!”. I freni: fortuna loro! Sicuramente l’impianto Nissin della Thruxton farà un lavoro egregio, ma i Brembo della Thruxton R sono semplicemente spettacolari, quello davanti poi è un portento, ancora sul cortile della concessionaria mi ha dato un chiaro segnale di scherzarci poco, perché non è come i tamburo a doppia camma della Guzzona, qui basta pelare un po’ la leva e la moto rallenta vistosamente e in tutta sicurezza.

    Insomma, dopo 33 chilometri (i primi di questa moto!) rieccomi in concessionaria: ho un sorriso che va da un orecchio all’altro, non trovo le parole per esprimere quando mi abbia divertito questa moto e se questa recensione può sembrare “fredda” è proprio perché sto cercando di spiegare il più fedelmente possibile quanto sia stato esaltante guidare questa Thruxton. Non è la moto più facile del mondo né la moto più comoda (nelle manovre da fermo, per esempio, le pedane intralciano), ma cavoli è l’unica moto che mi abbia fatto davvero gioire! Non è un moto-scooter, come per esempio sono state la V9 o la Electra Glide, dove basta che metti qualunque marcia e loro vanno. E’ una moto-moto, che ti fa sentire come le curve le stiate facendo insieme, insomma lei ha tutti gli elementi per fartele fare bene ma tu devi sapere come usare questi elementi. Cambiare in curva, accucciarsi sul serbatoio, sfruttare l’avantreno, dosare i freni per staccare un metro dopo… sei TU che guidi la moto, e non importa quanto vai forte perché è proprio il puro piacere di guidare ad essere esaltante. Ci saranno altre moto più veloci, altre moto più comode e altre moto più razionali, ma tra tutte quelle che ho provato finora questa è quella per la quale staccherei l’assegno anche domani.

    Per il momento non so davvero cos’altro aggiungere, se non che Angelo questa mattina mi ha fatto un regalo davvero grosso. Né ho la pretesa di aver voluto insegnare chissà che con questa recensione, e chissà quanti errori da principiante ho fatto, ma un consiglio mi sento di darlo a tutti, ed è di andarne a provare una al più presto, perché questa moto, oltre che bella (almeno per me, che mi piace il genere) ha anche tanto carattere ed è questo connubio tra apparenza e sostanza che garantisce le soddisfazioni maggiori. Buon divertimento!

    [​IMG]
    Foto-ricordo del Poggio...

    [​IMG]
    Apparenza e sostanza!
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  2. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

    Iscritto:
    1346846680
    Messaggi:
    2.497
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    EDIT: ho messo i "punto e a capo" :)

    Ancora grazie per la pubblicazione!
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  3. mostronovecento

    mostronovecento

    Iscritto:
    1237302847
    Messaggi:
    5.629
    "Mi Piace" ricevuti:
    1
    Questo! Pericolosissimo!!!!

    Ciauz ;-)

    P.S. bella prova, bella moto! Beato te...qui da me al massimo si possono provare moto d'acqua, gommoni e sommergibili :rolleyes:
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  4. Mr.Naiss

    Mr.Naiss

    Iscritto:
    1237205042
    Messaggi:
    516
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Molto bella...andai a vederla perchè mi è sempre piaciuta e l'avrei anche comprata....poi è uscita la GT1000 e la questione si è immediatamente risolta.
    La versione R non mi pare ci fosse.
    Bella prova.
    Saludos
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  5. ACE71

    ACE71

    Iscritto:
    1353661132
    Messaggi:
    8.128
    "Mi Piace" ricevuti:
    33
    Bella Mauro, sempre tanti sentimenti in quello che scrivi. :thumbup:

    Punte dei piedi all'infuori = guai, dolore,,postumi etc.
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  6. desmoale75

    desmoale75

    Iscritto:
    1238007428
    Messaggi:
    8.676
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    sembrerà strano ma la Triumph le moto le sa fare e quando ci si mette le fa davvero bene.

    bella prova Mauro, casco a parte che è davverto inguardabile :afraid , la Thruxton è l'unica modern classic che mi piace davvero ;-) e mi ricorda che la Ducati sbagliò in peino i tempi con le sue Classic, un vero peccato.
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  7. Corrado710511

    Corrado710511

    Iscritto:
    1237202000
    Messaggi:
    7.321
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    No vabbe', voi guzzisti siete simpatici e ormai una specie da proteggere pero' porca di quella paletta un minimo di contegno ce lo potreste pure avere...
    :D :D :D
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  8. ACE71

    ACE71

    Iscritto:
    1353661132
    Messaggi:
    8.128
    "Mi Piace" ricevuti:
    33
    Più del casco poté la cerniera del giubbotto sul serbatoio a farmi accapponare la pelle della schiena :D
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  9. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

    Iscritto:
    1346846680
    Messaggi:
    2.497
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Grazie raga, infatti con il titolare abbiamo parlato proprio della GT1000, altra gran bella moto che piace molto a tutti e due.
    Parlando solo di estetica, le preferisco la Triumph perchè al posteriore è un poco più bassa, ma per il resto anche quella è un bellissimo mezzo!

    Invece mi interessa il discorso delle punte dei piedi, perchè pur tenendoli il più accostati possibile alla moto sporgevano comunque un pò.
    Il fatto è che, con i calcagni ben appoggiati alle (comodissime) protezioni in alluminio e le pedane al centro della pianta, le punte erano comunque puntate all'esterno.
    Dite che avrei dovuto arretrare i piedi ancora un pò? Veramente non ci ho pensato a farlo, perchè mi pareva di tenerli in posizione naturale e che più di così, all'indietro, non potessero scorrere. O forse le pedane saranno regolabili per casi come il mio?
    Non ci ho pensato, a chiederlo al concessionario...
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  10. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

    Iscritto:
    1346846680
    Messaggi:
    2.497
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    :uaua
    ha fatto un'inchiodata della madonnaaaaaa
    proprio sotto gli occhi del concessionario

    in compenso centosessambarabantre-ottanta chilometri orari in un soffio
    lontano dagli occhi del concessionario (ti voglio bene Angelo, se leggi)

    C'è una fighissima protezione di alluminio che corre lungo tutto il serbatoio... a 'sto punto, mi fai venire in mente che sia messa lì proprio per questo! :thumbup:
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  11. ACE71

    ACE71

    Iscritto:
    1353661132
    Messaggi:
    8.128
    "Mi Piace" ricevuti:
    33
    Quello che chiami batti calcagno in realtà serve ad evitare che il calcagno si inserisca sopra la pedana quando si spinge con le punte sulle pedane.

    Le punte dei piedi dovrebbero sempre stare in prossimità dei comandi cambio e freno, sia per velocità di intervento, sia per velocità di transizione per portare le punte a spingere sulla pedana stessa, ma sopratutto per evitare contatti con l'asflalto, finché la punta scivola sull'asfalto si tratterà solo di cambiare lo slider o la scarpa, ma se si pianta incastrando il piede fraa asfalto e pedana....sono guai
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  12. angu1973

    angu1973

    Iscritto:
    1316704605
    Messaggi:
    8.657
    "Mi Piace" ricevuti:
    7
    Domanda lecita la tua ma ho paura che chiedendo qui si finisca a parlare della corretta posizione di guida che della prova della moto....prova ad aprire una discussione specifica in merito, potrebbe essere interessante ;-)
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  13. ACE71

    ACE71

    Iscritto:
    1353661132
    Messaggi:
    8.128
    "Mi Piace" ricevuti:
    33
    No quella è un richiamo al passato corsaiolo come il tappo Monza, serviva per fissare il serbatoio tramite un gancio a scatto.
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  14. Geo

    Geo

    Iscritto:
    1297937672
    Messaggi:
    6.306
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Perche' non leggi il forum :D

    http://forum.dueruote.it/posts/list/12076.page


    Aspetta, aspetta...

    Com'e' che le aveva chiamate qualcuno?

    Ah, si...

    :uaua


    Comunque ottima prova e tanta invidia. La Thruxton R mi arrapa solo un filo meno della Norton Commando.
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016
  15. Geo

    Geo

    Iscritto:
    1297937672
    Messaggi:
    6.306
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Ed infatti non c'era.

    Era il modello vecchio, questo e' il modello nuovo (2016) che e' praticamente un'altra moto.
     
    Ultima modifica: 13 Maggio 2016