[Provata] Harley Davidson Electra Glide Ultra Limited

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  1. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    414 chili, 1700 di cilindrata, 29'300 euro.

    Erano questi i numeri a cui ripensavo mentre, nel primo pomeriggio, trotterellavo con la Guzzona verso Jesi, verso la locale concessionaria Harley Davidson.
    Ci pensavo quasi con timore, timore di danneggiarla, timore di essere talmente impacciato da farla cadere, timore davanti a quel motorone ed a quei quattro quintali ed a tutti quei soldi, che per farli devo lavorare su una nave per quasi tre anni.
    E poi, un'Electra Glide! La moto di cui papà mi ha sempre raccontato! Una moto che per me è un'icona del motociclismo, un sogno che viaggia lungo i continenti, una delle più belle realizzazioni meccaniche su due ruote.
    E stavo andando a provarne una. Quasi non mi pareva vero... ma che cagotto!

    Poi sono arrivato in concessionaria, ho compilato i moduli e dopo poco eccola qua.
    La mia Electra Glide. Scintillante in due tonalità di rosso metallizzato. Bellissima.

    Appena l'ho vista ho ripensato a quei numeri e mi sono detto: ma... come fa ad essere così piccola?
    Poi mi ci sono seduto, ho ripensato a quei numeri e mi sono detto: ma... come fa ad essere così... non lo so, così... così facile? Così semplice? Così intuitiva?
    Ci dev'essere qualche errore, avranno sbagliato a scrivere la scheda tecnica.
    Poi l'ho avviata, ho tolto il cavalletto... e quei numeri sono venuti fuori tutti.
    Ma andiamo con ordine.

    Sabato scorso, incuriosito da una discussione letta su un forum, ho pensato di fare la "mattata": ho raggiunto il sito web della Harley Davidson, ho compilato un pratico ed intuitivo form ed in quattro e quattr'otto avevo prenotato la mia prova su strada di una Harley Davidson Electra Glide Ultra Limited.
    Passa qualche giorno e ieri mi telefona l'addetta di un call center, una gentile signorina che mi da la conferma della disponibilità della moto presso il concessionario di Jesi. Tramite lei fisso un orario per la prova, dalle 16 alle 16.30 di oggi.

    Dopo pranzo mi reco a Jesi e trovata la concessionaria (mi sembra che una quindicina d'anni fosse un multimarca, ho il vago ricordo di papà che mi ci portava a cercare una 125, ma potrei sbagliare) entro e compilo una richiesta formale online ed i due fogli con cui mi faccio carico delle responsabilità del caso. Il tempo per il titolare di preparare l'Electra - intanto mi faccio un giro del concessionario, scintillante e pacchiano come la quasi totalità di tutto ciò che ruota attorno al mondo Harley Davidson - ed eccolo lì, che me la porta sul piazzale antistante.

    Per prima cosa mi chiede che moto ho, poi mi invita a salire e mi spiega nel dettaglio i comandi principali: leva d'avviamento (in barca la chiamerei il "tacca-stacca batterie"), comandi frecce a sinistra ed a destra (che rientrano da sole una volta fatta la curva, o semplicemente premendoli di nuovo), luci, clacson. Sull'elegante cruscotto di stampo automobilistico campeggia un bel touch-screen a colori con alcune informazioni utili e la radio, il cui volume si comanda con una levetta posta sulla sinistra. Strumenti misti analogico-digitali comprendono la pressione dell'olio, contagiri, contachilometri, indicatore di marcia inserita, temperatura esterna e chissà cos'altro, con le spie integrate in piccoli ma intuitivi display.

    Poi il titolare mi dice di accenderla: una lieve pressione sullo starter ed il motore prende vita.
    Bè, è fatta, sono su una Electra Glide e sto per andarci a fare un giro.
    Numeri che vengono fuori, dicevo: appena poggio il piede destro a terra per raddrizzare la moto e togliere il cavalletto tutto il peso di 4 quintali e passa mi arriva inaspettato. Faccio forza e mantengo dritta la moto, capisco che non ci potrò scherzare più di tanto.

    Il comando del gas è leggero ed il motore frulla con un rumore inaspettatamente civile e delicato per la sua mole e la compressione. La frizione è leggera e stacca abbastanza presto, per prima cosa provo i freni: molto buono il posteriore, ma è quello davanti che mi sorprende per la decisione. Nei primissimi metri mi accorgo di un sacco di cose: il serbatoio mi "costringe" le cosce, lo schienalino della sella "costringe" il fondo della schiena e le pedane, rivestite in gomma morbidissime e molto confortevoli, "costringono" i piedi a stare in posizione. Insomma, tutto questo è ben lontano dall'essere fastidioso, ed anzi mi è sembrato proprio che fosse la moto stessa ad indicarmi come sedermi per poterla manovrare senza sforzo.
    Siediti, si fa così e così. Al resto penso io. Ok, andiamo.

    Nella mezz'oretta a disposizione ho fatto circa 25 chilometri, perlopiù su strade pianeggianti e strette, con traffico moderato e maggioranza di curve strette. Fin da subito ho provato un gran fastidio nell'approcciare le curve, arrivavo con i freni tirati e solo oltre metà della curva li mollavo per aprire il gas ed uscire. Per fortuna la coppia c'è, ce n'è tantissima e tira fuori la moto da qualunque situazione in qualsiasi marcia si trovi: ho fatto una salita in quarta a mille e settecento giri, ho ripreso in sesta a mille e trecento e la moto non ha avuto alcuna esitazione a raggiungere i 110 in un attimo. Dunque motore ce n'è a bizzeffe, in tutte le marce: e a me che piace la guida in souplesse, senza stare troppo a cambiare, è sembrato ancora una volta una meraviglia della tecnologia, come queste pachidermiche moto si lascino accelerare con la facilità di uno scooter.

    All'ennesima curva, mentre combattevo come un disperato per far girare la moto a bassissima velocità senza farla franare verso l'interno, mi sono detto:"Mauro, ma che cazzo stai facendo?!?". E' impossibile che una moto si comporti tanto male nelle curve strette a basse velocità, per quanto grande e pesante. Allora ho alzato lo sguardo, dritto all'interno della curva, ho dato gas, spinto sulla pedana col piede e la moto ha preso velocità ed ha pennellato la traiettoria. E' stato un attimo: basta guardare dentro la curva, lasciare che la moto scenda in piega fidandosi della sua ciclistica e lei seguirà il tuo sguardo ad ogni velocità, alla faccia dei quattro quintali, cinque col pilota. Chili che invece condizionano la frenata dalle alte velocità: dai 110 agli 80 ci è voluto un pò di tempo, ma l'assetto è sempre stabile. Basta saperlo e regolarsi di conseguenza, nella guida. Invece erano molto veloci i cambi di direzione, per la mole e la categoria di moto: anzi, più importante che la velocità con cui si fanno è il divertimento, perchè guidi questo tir pesantissimo, costosissimo, dall'interasse importante e lui (anzi, lei)... gira qua e là come un motorino. Fantastico!

    Insomma, ma questa moto ce l'ha un qualche difetto?
    Difetti, davvero non gliene ho trovati: giusto due o tre impressioni non del tutto positive, di cui però non posso davvero fare colpa alla moto.
    Prima di tutto, appena mi sono seduto ho trovato la linea del parabrezza esattamente in mezzo allo sguardo. Ma ovviamente sarà diverso per un pilota più alto o più basso di me, inoltre credo proprio (ma non ho indagato) che nel ricchissimo catalogo di accessori Harley Davidson si troverà una soluzione.
    Secondariamente, mentre ero in viaggio non me ne rendevo conto, ma una volta sceso mi sono accorto che evidentemente il cilindro posteriore ha scaldato un pochino, perchè ero sudato. Però è davvero un'inezia ed in viaggio non mi ha disturbato.
    Da ultimo, come ho già detto, c'è la frenata che, a velocità superstradali, per quanto potente richiede un pò di spazio per frenare la massa importante di moto e pilota. Ma ripeto che basta saperlo - e d'altra parte c'è da aspettarselo - e regolarsi di conseguenza.

    Per tutto il resto... come posso dire? E' stata un'esperienza perfetta? A partire dalla prenotazione online senza nessun problema, passando per la disponibilità del concessionario, arrivando alla pura gioia infantile di guidare una moto che sembrerebbe intimorire ma in realtà è facile come una bicicletta e costruita con cura come un'opera d'arte... il piacere di trotterellare a 100 all'ora sentendo la radio come se fossi in macchina... un ponte di comando che molte barche le invidiano... la consapevolezza di poter fare letteralmente il giro di tutti i continenti stando seduti come sulla poltrona di casa... Insomma, io oggi ho realizzato un mio sogno motociclistico.

    E la Guzzona? Bè, quando sono ripartito dal concessionario mi sono stupito di alcune cose che mi hanno destato un'ammirazione profondissima per la moto ed un rispetto tutto genuino per chi se l'è inventata quasi cinquant'anni fa. Sì, perchè ovviamente la Electra Glide 2016 batte su (quasi) tutti gli aspetti la California 1973. Ma la cosa che mi ha stupito è stato ritrovare, a quarant'anni di distanza, molti dei lati positivi dell'Electra Glide sulla Guzzona. La seduta è quasi identica, e quel che la Guzzona perde in comfort sulla sella lo riguadagna sulla seduta in generale, con i piedi arretrati rispetto alle ginocchia anzichè allungati come sull'Electra. Le prestazioni non sono neanche paragonabili, andare forte con l'Harley Davidson è meno faticoso che farlo con la Guzzona. Ma quest'ultima sfoggia un comportamento sorprendentemente simile, dai gas e lei risponde a tutte le marce, anche da bassissimi giri... esattamente come l'Electra Glide. Per le curve vale la stessa regola: guarda dentro la curva, fidati della ciclistica e dai gas, tutte e due le moto sono sui binari.
    Insomma, non ho (ancora) avuto il piacere di provare un'Electra Glide del 1973, ma non fatico a credere che la Guzzona possa esserle superiore in parecchi aspetti. Del resto è proprio questa superiorità, che ha fatto nascere la stirpe delle California. E mentre tornavo a casa guidando la mia, che di questa stirpe è stata la capostipite, emozionato pensavo... "Che belle moto! Madonna, che belle moto!"

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    Ultima modifica: 5 Maggio 2016
  2. angu1973

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    Bella Mauro :thumbup:

    Anche questa superpetroliera ha il suo fascino
     
    Ultima modifica: 5 Maggio 2016
  3. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Grazie angu!
    A me è sempre piaciuta... poi tra le usate ce n'era una del 1979, ancora più bella se possibile :love :birra: :birra:
     
    Ultima modifica: 5 Maggio 2016
  4. ozama

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    Non è il mio genere, ma bella prova! L'ho letta come un racconto di vita..
    Complimenti! :)
     
    Ultima modifica: 5 Maggio 2016
  5. saturnz70

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    Personalmente, dico solo che, nella mia scala di valori, peggio di una GS c'è solo un Harley. Quindi... Che te lo dico a fare? :marameo

    Comunque, Mauro, tu mi sei simpatico! ;-)
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  6. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Troppo gentili :)

    ad ogni modo mi è entrato un tarlo nella testa......... tra le usate del concessionario di Jesi ce n'è una che non c'entra niente... si chiama Norton Commando... la voglio provare... :oops:
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  7. saturnz70

    saturnz70

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    Ecco, quella si che è un bel pezzo di motocicletta! :p

    (Sempre se stiamo parlando di una Norton della produzione recente, e non di una d'epoca....)
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  8. Geppox32

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    Ed invece io una HD ce l'avevo praticamente in mano, mi affascinano moltissimo

    Io se potessi proverei una Fat, oltre ovviamente alla Sportster 1200 che stavo comprando

    Come seconda moto se avessi soldi e spazio... "subito" (si, subito dopo aver comprato la primamoto nuova :D )

    Bella prova!
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  9. saturnz70

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    E poi sarei io che ho dei gusti demmerda?? :marameo
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  10. Geppox32

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    Si! :uaua
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  11. saturnz70

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    Epperò vedo che sono in buona compagnia!! :tongue
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  12. CinghialeMannaro

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    Bellissima prova! Te la sei goduta sicuramente molto più della mia, che ho avuto la moto per dieci minuti e con il concessionario a farmi da apripista.

    Come ti sei trovato con il cambio a bilanciere? io non riuscivo proprio a cambiare :(
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  13. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Ciao cinghiale, per me è stato naturale usare il cambio a bilanciere, visto che ce l'ha anche la California. Dall'una all'altra moto cambia solo la posizione delle pedane, allungate oltre le ginocchia sulla Harley (per una posizione più bassa e "stravaccata") ed arretrate sulla Guzzi (dove sono seduto più in alto e posso caricarmi sull'avantreno nelle curve); inoltre quelle della Harley sono più morbide e confortevoli mentre quelle della Guzzi più rigide.

    Esteticamente ho notato che, mentre la leva del cambio sulla Guzzona è forgiata in un solo pezzo, sulla Harley sono due leve, il che è forse un pelo meno carino da vedere ma un pò più pratico se c'è da fare qualche riparazione.

    In tutte le prove che ho fatto dall'inizio dell'anno (Africa Twin a febbraio, Guzzi V9 in aprile e ora HD Electra Glide) ho sempre avuto abbastanza tempo a disposizione (solo con la Honda ho avuto meno di mezz'ora, ma c'era la fila per provarla...) ed ho notato che almeno metà del tempo se ne va per adattarmi alla seduta, alla risposta del motore, alla moto nuova insomma... credo mi troverei molto a disagio con un apripista, anche se mi rendo conto che per il concessionario è una sicurezza in più!
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  14. mostronovecento

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    Aaaaaaaaaaahhhh...allora vi piacciono anche le Guzzi!!! :twisted:

    Ciauz :D
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016
  15. desmoale75

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    :uao :uao :uao :comp :comp :comp
     
    Ultima modifica: 6 Maggio 2016