La MI-VAL di Lorenzo.

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  1. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Appassionato di moto d'epoca (mi portava a un sacco di mostre e mercatini nell'era pre internet), papà mi ha sempre raccontato che magia sarebbe stata trovare il rudere di una vecchia moto in un fienile in mezzo alla campagna, sepolto da cacca e galline, e piano piano e con amore riportarlo agli antichi splendori.
    Oggi i fienili non esistono più, i vecchi ruderi si vanno rarefacendo... ma a me è capitata esattamente questa cosa. Inaspettata e sorprendente.
    C'era già stato un antefatto: anni fa mi chiama un mio amico e mi dice che suo papà si vuole liberare di due vecchie moto, un Dingo 50 ed una Mondial Lusso 125. Quella volta non ci fu modo di convincere il genitore che, avendole radiate entrambe, non c'era da fare alcun passaggio di proprietà, così le moto restarono a marcire da lui, e in seguito ne persi ogni traccia.
    A questa chimera della moto nel fienile non pensai più.

    Senonchè passano gli anni, inizio a lavorare l'ambra, per ottenerne dei pezzi di qualità trovo il contatto di un corregionale e coetaneo andato a lavorare in Lituania, quando torna a casa per le ferie ci conosciamo, diventiamo amici... e un paio d'anni fa viene a mancare suo papà, maestro falegname da una vita... nonchè ultimo erede di una casata di falegnami, in quanto Lorenzo, il mio amico, non ha mai appreso neanche i rudimenti del mestiere.
    Sono mesi lunghi per Lorenzo, che si ritrova sulle spalle la casa ed il grosso capannone del papà. Gli serve una mano per vendere macchinari e materiali, in quanto non ne conosce il valore.
    Così lo vado a trovare una prima volta, vado una seconda...... e rovista che ti rovista..... arriviamo all'esterno, dove il papà falegname accatastava le materie prime....

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    ...ma cavolo, questa è una moto!
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    La sorpresa di trovare una MI-VAL, Marca a me nota ma di cui non ho mai visto un esemplare, è davvero grande.
    Scatta subito il desiderio di riparargliela, rimetterla su strada, già ci immaginiamo Lorenzo che va a farci le scampagnate con la sua fidanzata.
    La moto ha il portabollo che data l'ultimo bollo pagato al 1967.
    Al momento della scoperta sono quindi cinquant'anni esatti che sta ferma immobile sotto le assi di pioppo... aspettava paziente che la ritrovassimo.

    Mentre fantastichiamo sul come rimetterla in moto (stacchiamo i pezzi un pò per volta e li portiamo da me, per la revisione e la sabbiatura e la verniciatura, poi li rimontiamo volta per volta e la moto la riassembliamo da te...), io mi faccio una cultura riuscendo a trovare, al mercatino dell'antiquariato, perfino il libretto di uso e manutenzione di questo modello di MI-VAL!

    Nel frattempo il tempo stringe, Lorenzo vende il capannone ed ha necessità di sgomberare, così oggi sono tornato ad aiutarlo e mi sono caricato tutta la moto in macchina.
    Scavallettarla e farle fare i primi metri a spinta è stata un'emozione, e dulcis in fundo... Lorenzo ritrova il libretto!

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    Liberata dalla catasta di legna, le condizioni della moto si rivelano leggermente migliori rispetto a quanto sembrava in origine.
    Ad un esame sommario risultano mancanti la leva della frizione, spezzata poco dopo l'innesto, ed il tagliavento che ornava il parafango.
    Sulla punta di quest'ultimo c'è la targhetta metallica del rivenditore, che è mezza staccata in quanto uno dei due rivetti è saltato.
    Sulla destra del manubrio c'è un cicalino che penzola, staccato dal suo supporto.
    La manopola dell'accelleratore ruota fino a fine corsa e non torna su.
    La targa è leggermente piegata verso sinistra e, nel sistemarla in macchina, faccio accidentalmente saltare una delle due plastichine rosse a copertura delle lampadine che la illuminano, proprio da quel lato. Tuttavia la plastica non si scheggia, è solo saltato lo spessore che trattiene la vite, quindi sarà facilmente recuperabile.
    Il pomello del frenasterzo al manubrio è leggermente spaccato, purtroppo non si è ritrovato il pezzo ma resterà così, a ricordo del restauro.

    Azioniamo il compressore all'interno del laboratorio, disponendo così dell'aria compressa.
    Con una pistola ripulisco superficialmente tutta la moto, le tolgo il primo strato di sporco, e potendola esaminare ancora meglio cominciamo a rilevare gli aspetti positivi:
    - la leva d'avviamento arriva a fine corsa, il motore sembra libero e sembra avere compressione;
    - il serbatoio non sembra avere tracce di ruggine all'interno;
    - emergono i colori: la nostra MI-VAL aveva sella bicolore rossa e nera, serbatoio rosso, tutto il resto della carrozzeria nero;
    - i cerchi non sono piegati;
    - i freni frenano (cioè, "frenano": bloccano le rispettive ruote);
    - il comando del cambio (a bilanciere) sembra funzionare e le marce sembrano innestarsi.

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    Insomma, ho avverato il sogno di mio papà ed io e Lorenzo ci siamo trovati uno svago per i prossimi mesi :)
    Speriamo di riuscire a farla tornare a rombare presto e, soprattutto, bene, in ricordo del papà di Lorenzo!
     
    Ultima modifica: 29 Marzo 2018