Honda CB400 Supersport 1975

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  1. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Buon Natale a tutti con la Honda 400 Supersport! :auguri:

    - La storia.
    La Honda CB 400 Four Supersport nasce nel 1975 come versione maggiorata del modello 350 degli anni precedenti.
    Rispetto alla 350 che spopolava sul mercato Americano, la 400 dava più l’impressione di essere pensata per i clienti Europei, ottenendo infatti un successo immediato nel Vecchio Continente, soprattutto in Inghilterra. Era considerata una moto sportiva alla portata di tutte le tasche.
    Il principale cambiamento rispetto alla 350 era, ovviamente, l'aumentato alesaggio che portò la cilindrata a 408 cm³. Inoltre veniva adottato, cosa inusuale per i tempi, un cambio a 6 marce ed un bellissimo scarico 4 in 1, che seguiva le forme del telaio. Inoltre il serbatoio della benzina aveva linee più spigolose ed il manubrio era sportivo: questi ritocchi estetici davano alla 400 un’impronta più corsaiola rispetto ai modelli precedenti.
    Per finire, le pedane del pilota vennero arretrate e rese retrattili, onde evitare ogni interferenza con la pedivella dell’avviamento, ed al modello venne aggiunto il grintoso appellativo di “Supersport”, che sottolineava l’indole sportiva della moto.
    Il motore, a singolo albero a camme in testa a catena, con albero motore su cuscinetti e trasmissione primaria a catena, allunga fino a 10.000 giri, sebbene la potenza massima arrivi a 8.500, con una curva di utilizzo ottimale tra i 6.500 e gli 8.500. Il telaio, con la sua stabilità, era la vera sorpresa, perché all’epoca era uno dei pochi telai Giapponesi ad essere considerato all’altezza di quelli Europei.
    Grazie a queste caratteristiche la piccola 400 Supersport ha saputo farsi valere in numerose competizioni, per esempio sull’Isola di Man dove una 400 giunse quarta nell’anno di esordio e prima nel 1977, nella categoria Production TT classe 500.

    - La prova su strada.
    Per quel che riguarda la prova dinamica, lascio la parola all’amico Giampaolo Pugliesi, storico possessore di questo modello che ringrazio molto per la cortesia:
    “Non saprei da dove iniziare per elencare le qualità che più apprezzo della cb400 Four Supersport… oltre ad un’affidabilità leggendaria (mai dato un problema dal 1975 ad oggi) citerei l’elasticità del motore, il cambio a sei marce preciso come un orologio, il peso contenuto (180 Kg circa mi pare) ed un sound dato dallo scarico 4 in 1 assolutamente fantastico (anche bello da vedere con le sue forme sinuose di fronte al banco cilindri).
    Come difetti sicuramente evidenzio il poco mordente del disco anteriore (ma ho guidato diverse moto degli anni ’70 ed il livello, ai tempi, era quello), le pedane passeggero ancorate al forcellone e, soprattutto, le stramaledettissime viti a stella (quelle del coperchio frizione sono le peggiori, si rovinano con nulla e sono dolori) e la tendenza dello scarico a rovinarsi all’attaccatura del finale.
    Per il resto la 400 va in moto da ormai 41 anni immediatamente, anche dopo i mesi invernali (grazie anche all’utilissimo avviatore a pedale), ed è ancora godibilissima su strada con i suoi soli 35 cv, forse grazie al sei marce ben rapportato”.
    Affidabilità dunque, elasticità e facilità di guida sono i pregi principali del modello, a cui fanno da contraltare una frenata debole (comunque adeguata agli standard del periodo) ed una non facilità di manutenzione dovuta all’adozione delle viti a stella.

    - I dati tecnici dichiarati.
    Motore: quattro cilindri in linea, 4 tempi, 408cc, rapporto di compressione 9,4:1, potenza massima 37 cavalli a 9.000 giri.
    Cambio: a 6 velocità.
    Frizione: multi disco a bagno d’olio.
    Telaio: doppia culla chiusa in tubi d’acciaio.
    Sospensioni: forcella telescopica idraulica all’anteriore, forcellone oscillante al posteriore.
    Freni: anteriore a disco a comando idraulico, posteriore a tamburo a comando meccanico.
    Dimensioni: peso a secco dichiarato di 170 chili.
    Prestazioni dichiarate: -
    Esemplari prodotti: -
    Curiosità: -

    - Fonti.
    ClassicMoto 9/2015;
    www.honda4fun.com



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    Foto: www.ridermagazine.com, www.autoemotodepoca.altervista.org, Peter Bennekom.
     
    Ultima modifica: 25 Dicembre 2016
  2. mostronovecento

    mostronovecento

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    Una delle prime moto di cui ho ricordo...

    A Mandello c'era il "sciur Beccalli", titolare di una piccola azienda di trasporti...

    Aveva una SuperSport elaborata con carena, sellino corto e codino "aerodinamico" (come si usava nei GP allora), con un Marving 4in1 che faceva un bordello infernale :twisted: ma lui era già anziano e imbranatissimo allora...per cui la cosa anziché gasante era ridicola :rolleyes:

    Ciauz :D
     
    Ultima modifica: 27 Dicembre 2016
  3. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Te la dovevi far mettere nel testamento..... :)

    Ce ne sono state due dal concessionario multimarca di qua...... non le vende :grr: perchè sono del fratello, che è conce Honda..... il quale ha in vendita una 350 Four che però non mi piace altrettanto!
     
    Ultima modifica: 27 Dicembre 2016
  4. mostronovecento

    mostronovecento

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    Una delle cose che mi piacevano della 400SS era il giro dei collettori...

    Ripreso parzialmente (cambia il giro di un collettore) dalla CBX400/550 della metà anni '80:

    [​IMG]

    e più recentemente dalla CB650F:

    [​IMG]

    Ciauz ;-)
     
    Ultima modifica: 27 Dicembre 2016
  5. dolfy

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    1975 = 18 anni!!!


    Già la 350 Four nell'immaginifico collettivo era la moto del maschio bastardo con Ray ban e foulard al collo, stracciafemmine a nastro,

    peccato che pecunia ZERO e già girare in vespa era un lusso!

    Mortacci loro era la moto dei cattivi dei B-movie tipo Milano violenta et similia.

    Un amico aveva la 400 arancione, una invidia da pallottoliere, nella cumpa il massimo allora erano i Gilera 125 5v e i Benelli ss!

    Un altro pianeta, le giappe soprattutto le Honda plurifrazionate ci hanno fatto consumare tutta la saliva disponibile! :D :D :D

    Lamps

    Il Dolfy

     
    Ultima modifica: 27 Dicembre 2016
  6. drew0303

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    Una breve domanda per voi, esperti: Mi risulta che, dopo venti anni di vita (della moto :D ) è possibile ottenere il certificato ASI per veicoli d'epoca.....ma a che serve, se i vantaggi fiscali scattano dopo i trent'anni?
    Io ho in garage una Husky del '96 e non capisco....
     
    Ultima modifica: 31 Dicembre 2016
  7. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Che io sappia (ma non sono aggiornato) oggi come oggi una moto deve avere 30 anni per poter essere iscritta ed usufruire di bollo ed assicurazione ridotti.
    Hanno anche aumentato la severità in fase di esame d'ammissione, per cui la moto deve essere più che perfetta in ogni sua parte.
     
    Ultima modifica: 31 Dicembre 2016
  8. desmofuzz

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    Prima all'avvento del Bomba :D dopo i venti anni,
    scattava una riduzione della tassa di proprietà a 27,00 euro circa,
    se il veicolo era nell'elenco elenco dei veicoli storici, stilato dalla FMI.
    Adesso, anche dopo i venti anni e fino al raggiungimento dei 30...t'attaccchi :evil:
    e paghi l'importo per intero, dopo i 30, si riduce e diventa tassa di circolazione.
    Rimane solo la possibilità, di accedere alle assicurazione storiche,
    previa adesione ad un motoclub che si occupi di veicoli storici e non serve
    (almeno la mia assicurazione non me lo ha mai chiesto) iscriversi all'ASI o roba simile.
     
    Ultima modifica: 31 Dicembre 2016
  9. drew0303

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    Vabbè, la butterò.... :D
    Grazie per l'info.
     
    Ultima modifica: 31 Dicembre 2016
  10. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Ah e attenzione pure a cosa vi fate scrivere, perchè una moto definita "di interesse storico e collezionistico" (come la mia) può girare tranquillamente ovunque, una moto definita "d'epoca" invece è soggetta a restrizioni d'uso, per esempio può partecipare solo a motoraduni o gare per moto vecchie, praticamente non può girare tutti i giorni.
     
    Ultima modifica: 31 Dicembre 2016
  11. desmofuzz

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    Ripeto, io non ho iscritto nessuna moto da nessuna parte,
    nessun vincolo di percorso, unico obbligo è l'iscrizione al club storico, cosa che mi ricordano ad ogni rinnovo della polizza.
    Oltre al fatto, che ovviamente ne posso usare una sola per volta e non oltre tre conducenti
    (messi nero su bianco sulla polizza) oltre al sottoscritto.
    Polizza che ormai ho da diversi anni, copre tre mezzi per un importo di 220 euro circa.
     
    Ultima modifica: 2 Gennaio 2017
  12. mostronovecento

    mostronovecento

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    Bisogna distinguere tra tassa di possesso/circolazione ("bollo") e assicurazione: per la prima http://www.federmoto.it/registro-storico-procedure-iscrizione/, per la seconda http://www.federmoto.it/ecco-le-tariffe-agevolate-per-le-moto-depoca-con-la-polizza-oldtimer/ (ma ci sono svariate compagnie che hanno tariffe speciali per le stesse).
    Per quanto riguarda il bollo poi basta dare un'occhiata al sito dell'ACI: per esempio in Lombardia va così: http://www.aci.it/?id=952
    Per l'ASI : http://www.asifed.it/normative/certificati/certificato-di-rilevanza-storica/

    Ciauz
     
    Ultima modifica: 2 Gennaio 2017
  13. Anonymous

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    Io ho una moto di 25 anni iscritta al registro storico FMI.
    Per il bollo Renzi mi ha inc...to, ma l'assicurazione (genertel) mi fa lo sconto del 40%; posso circolare dove e quando voglio,
     
    Ultima modifica: 2 Gennaio 2017