Era solo questione di tempo...e la Dainese se ne và

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  1. nic0402

    nic0402

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    Copio, taglio un pò e incollo dal Corriere on line:

    "economia:
    Tute Dainese, addio all’Italia
    E il paese più ricco ha paura
    Ottanta esuberi, cig per 120, produzione all’estero Molvena, primatista veneto del reddito, scopre la crisi

    MOLVENA (Vicenza) – Più che un pit stop, questa volta per il marchio Dainese è un vero e proprio stop, almeno per la produzione in Italia. Prima i mesi di difficoltà sul mercato dell’abbigliamento per motociclisti, ora l’accordo firmato con Provincia e sindacati: con l’intesa, che prevede un anno di cassa integrazione straordinaria per 120 dipendenti e fra dodici mesi la mobilità e il licenziamento per circa 80 di questi, si spezza un’icona del Veneto più ricco. Improvvisamente la crisi globale arriva anche a Molvena, il Comune che detiene da anni il primato regionale del reddito medio per abitante più elevato, e coinvolge anche un simbolo dell’imprenditoria illuminata e innovatrice, quel marchio di cui è patron Lino Dainese, noto anche come mecenate e amante dell’arte contemporanea e della cultura.

    L’azienda vicentina, che possiede anche i marchi Mavet e Agv, produce abbigliamento per motociclisti e caschi: fra i più famosi ad indossare le sue tute c’è il campione Valentino Rossi. Lo stabilimento della Pedemontana vicentina conta 250 addetti, di cui un centinaio operai, per lo più donne, e realizza il top di gamma delle tute. Dainese ha due stabilimenti anche in Tunisia, e in tutto arriva a 500 addetti. I numeri di bilancio 2008, anche se in forte contrazione rispetto all’esercizio precedente, erano ancora positivi: 105 milioni di euro di ricavi, un margine operativo lordo di 10,2 milioni e un utile di 700 mila euro, seppur con un certo indebitamento, 33,2 milioni di posizione finanziaria netta negativa. «Nel 2009 la crisi ha picchiato duro sul settore motociclistico, in particolare sul mercato dei prodotti per moto superiori ai 300 cc – spiega Giuseppe Sforza, segretario regionale della Filcem Cgil - a Molvena un centinaio di dipendenti ha fatto cassa integrazione ordinaria da marzo a venerdì scorso, quando dopo due mesi di trattative abbiamo firmato l’accordo. Di fatto va a cessare la produzione di tute in Italia, eccetto una ristretta nicchia di qualche centinaio di capi. Il piano industriale presentato, comunque, ci sembra valido e l’azienda prevede di mettere in produzione entro fine anno le tute-airbag, ma questo comporterà solo l’assunzione di qualche tecnico. A noi hanno riferito che nel 2009 c’è stato un calo di fatturato del 25%, ma nel 2010 potrebbe andare ancora peggio: siamo molto preoccupati, inutile negarlo».

    [...] È comunque una magra consolazione per un paese come Molvena, abituato a elevati tenori di vita cui da anni il marchio Dainese contribuisce. Infatti ancora nel 2008, a fronte di un reddito medio veneto di 17.132 euro, il piccolo Comune si piazzava in testa alla regione con 23.428 euro. «Molvena è e resta il cuore della Dainese – precisa l’amministratore delegato Franco Scanagatta – il ridisegno organizzativo però, richiede la trasformazione dello stabilimento da sede meramente produttiva a sede di progettazione. L’azienda si vede costretta, suo malgrado, a un intervento di ridimensionamento del personale, che toccherà circa 80 dipendenti: saranno utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali possibili. L’obiettivo – conclude - resta quello di confermare alla Dainese un ruolo di leader nel settore della ricerca nelle settore protezioni degli sport dinamici».

    Andrea Alba
    18 gennaio 2010"

    era solo questione di tempo, ma con la scusa della crisi gli imprendotori abbandonano la barca in difficoltà.
    Era necessario?
    NO è il mio parere, ma il mio parere non conta un cappero, si sà.
    L'Azienda era sana, il territorio anche, il mercato non-core in crescita...ma è un ottimo momento per andare a produrre con manodopera a basso costo con la scusa della crisi.

    Peccato, non tanto per la Dainese (buona qualità, ma per me un marchio vale l'altro), quanto perchè, anche grazie alla MotoGP, Dainese era un marchio dell'eccellenza italiana nel mondo...che se ne và.

    tristemente nic
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  2. Giangerolamo

    Giangerolamo

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    Nic, scusami ma...

    ..a casa mia non stanno sulla stessa riga di "Azienda sana".

    Soprattutto in un periodo in cui gli investitori (vedi banche) chiedono di rientrare A.S.A.P. delle posizioni scoperte e quando il debito è TRE VOLTE il margine operativo lordo.

    Per molto meno alcune ditte non sono andate a gambe all'aria solo grazie all'intervento statale.

    Ergo, non credo che lo spostare la produzione all'estero sia qualcosa di fortemente voluto dalla direzione di Dainese ma mi sembra più un "suggerimento" degli investitori (traduzione: chi detiene il/i titoli di credito).

    Ho come il sospetto che alla direzione Dainese sia stato detto: o rientri dell'esposizione finanziaria in tot anni (diciamo 2 o 3), in che modo fai tu (traduzione: riducendo i costi quindi producendo dove costa meno, quindi hai un margine maggiore, quindi puoi rientrare della tua posizione scoperta) oppure porti i libri in tribunale e ci ripaghi subito.

    (Avere la moglie che lavora nel settore aiuta a comprendere molte cose)
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  3. yokkio

    yokkio

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    dopo che hanno fatto un magazzino fantasmagorico con tutte le pareti esterne in titanio (sì, avete letto bene!! invece di semplice cemento liscio, hanno messo pannelli di titanio§!!) e tutto il magazzino robotizzato gestito da 2 persone.... direi che hanno tutti i motivi per avere un simile indebitamento :evil:

    La porcata è che tutti si stanno trasferendo extra-italia grazie all'ingresso di paesi nell'UE che prima costavano troppo per via dei dazi e procedure burocratiche (vedi romania, slovenia, bulgaria, ecc...) e con la scusa della crisi hanno il pieno appoggio dei sindacati! :evil:
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  4. Naruto66

    Naruto66

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    Io abito ad una manciata di Km dalla Dainese
    La produzione Dainese è da anni che non si svolge più in Italia (ormai 10 anni però i capi costano sempre tanto), in questi ultimi anni a Molvena si smistano le materie prime ai vari laboratori sparsi nel mondo. I capi confezionati fuori Italia rientrano a Vicenza x poi essere smistati nuovamente ai rivenditori.
    Se fate caso difficilmente troverete un capo con scritto Made in Italy.

    Dunque 10 anni fa il Sig. Lino Dainese con un preavviso di sei mesi ha fatto chiudere 53 laboratori della zona ... ma di questo nessuno ne ha parlato 8) questi erano terzisti non facevano parte della Dainese

    Molvena non è eldorado, in questo piccola paesino oltre alla Dainese c'è la Diesel Industry e altre industrie importanti.




     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  5. v3024

    v3024

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    ultimamente sono usciti i dati relativi alle vendite 2009: ed è qui che i numeri che nè sono usciti sono abbastanza sorprendenti....

    lo stesso direttore nel suo blog scrive che le case con un 0.8% hanno visto più immatricolazioni dell'anno prima!!

    Non voglio negare la crisi; io stesso su altri argomenti del forum ho scritto quanto questa situazione stia minando tante famiglie e tanti amici ma è doveroso porre una domanda a chi, partendo da funeste previsioni, ha iniziato a mettere in mobilità, C.I., licenziare persone:

    QUANTI DI VOI HANNO APPROFITTATO DELLA CRISI PER GIRARE BARACCHE E BURATTINI PER ANDARE ALTROVE X CONTINUARE LA PRODUZIONE IN MODO DA AUMENTARE I GUADAGNI RISPARMIANDO SULLA MANODOPERA?

    un azienda come la dainese non credo posso chiudere così lasciando a casa chissà quanta gente!!
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  6. macskywalker

    macskywalker

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    dainese fa le tute da moto!
    chi compra le tute da moto? risposta: chi ha moto sportive! quante moto sportive si sono vendute negli ultimi anni? meno di un terzo di quante se ne vendevano 5 anni fa! ora siccome io che sono taccagno con una tuta ci faccio almeno 6/7 stagioni, da quando vado in moto ne ho avute un totale di 2, e giusto perchè sono aumentato di una taglia, se no avevo ancora la spyke comprata nel 1999. ergo, se la dainese non si è accorta che le tute lagunaveneta e kiribiscia non servivano più a un ca.zo e a continuato foderare di titanio le stanze, allora merita di andare a gambe per aria. mi spiace terribilmente per i dipendenti. spero che appendano lino dainese per le palle nella piazza del paese, e con lui i suoi illuminati dirigenti.
    mia moglie lavora in una azienda che produce yacht da 2 milioni di euro in su. sono andati in crisi nera in meno di 30 giorni, e senza avere indebitamento. da 270 a ZERO ordini in tempo un mese. potenza della classe dirigente italiana... il mondo gli stava cambiando intorno e manco se ne sono accorti... però hanno continuato a riempire i magazzini di roba inutile e a telefonare in cina col cellulare anche dopo lo scoppio delle borse.... BOOOM ... chi paga? gli operai, ovvio. oltre 200 esuberi e conseguenti licenziamenti/CI/incentivi all'esodo.
    un chicca: dirigenti allontanati? 1 solo. gli altri tutti ancora rigorosamente in sella. e poi mi dicono che non devo essere comunista.... vadano all'inferno... e ho detto tutto.
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  7. alex998r

    alex998r

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    Mi domando: ma i guadagni fatti durante il periodo di vacche grasse che fine hanno fatto?
    Bastano "solo" 2 anni per dilapidare la fortuna che ha messo da parte negli ultimi 20 anni?
    Se sono 10 anni che il signor Dainese produce all'estero significa che sono 10 anni che ci guadagna di più che a produrle in Italia.
    Ergo: chi se ne frega di lui e della Dainese, da ora in avanti non comprerò più un capo di abbigliamento che non sia prodotto in Italia, se tutti facciamo così forse, qualche dubbio, sorgerà nella mente di questo furbetto e magari qualche altra azienda Italiana ne trarrà beneficio
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  8. unimog0303

    unimog0303

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    Mi ha fregato con l'ultimo giubbino preso otto anni fa (etichetta piccola all'interno made in romania) e da allora non mi frega più.
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  9. nic0402

    nic0402

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    ecco,
    e aggiungo:
    avranno almeno l'onestà di mettere la bandiera turca/tunisina/cinese/coreana sulle loro tute o continueranno a vendersi come 'made in italy'?
    Ho una giacca Dainese, ottimo capo, gore-tex, protezioni CE, cerniere impermeabili; l'ho pagata più della concorrenza per avere una qualità buona ma non eccelsa. Ma speravo dentro di me di dare una mano ai ragazzi di Molvena.
    Illuso?
    Forse si, ma è la legge del mercato: ogni volta che facciamo un acquisto esprimiamo un voto: pro o contro.
    E io ci penso almeno un paio di volte prima di comprare.

    Peccato, la prossima giacca non sarà Dainese (e sarà tra un bel pò di tempo :)), il prossimo casco non sarà AGV.
    La tuta non ce l'ho, ma comprerei una Giudici.

    L'imprenditoria in Italia è stata irresponsabile, e continuerà ad esserlo a scapito di paesi/economie/lavoratori più deboli.

    nic
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  10. desmoale75

    desmoale75

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    ho letto tutti gli interventi, mi spiace per i dipendenti dainese, ma made in china per made in china mi compro una tutta che costa molto meno e mi fa lo stesso servizio, senza dover ripagare le stupide pareti in titanio del magazzino o lo sponsor del vale nazionale. :twisted:
    idem per agv: mai più! e c'ho fatto pure la rima :metal:

    :birra: :birra:
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  11. svalter0407

    svalter0407

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    Da che mondo è mondo i profitti vanno all'imprenditore e qualsiasi crisi la paga l'ultimo anello della catena, il più debole, ovvero l'operaio.
    Vorrei però fare una considerazione.
    Nella zona Firenze-Prato vi è la più alta concentrazione di cinesi che lavorano a nero (nel 2009 le Forze di Polizia hanno controllato solo il 10% delle aziende cinesi, chiuse per irregolarità e riaperte subito ovviamente) per le maggiori griffe di alta moda, con mano d'opera importata direttamente dal paese d'origine. Adesso, come viene considerata quel tipo di merce?? Made in Italy?? SI!!! Ma producono in toto loro?? In parte, ma la maggior produzione viene fatta in Cina e con un escamotages diviene made in Italy : su di una borsa importata dalla Cina, i cinesi "italiani" fanno una piccola rifinitura ed il gioco è fatto!!
    Quindi prodotta in Cina ma venduta come italiana!! :evil:
    Alcuni imprenditori hanno detto che la loro produzione è sia fatta in Cina ed immessa sul mercato per ciò che vale, a basso prezzo ma sia una produzione di qualità fatta da operai specializzati che rispetto ai "cinesi italiani" hanno un costo alto ma il prodotto è superiore in qualità.
    Questo è essere chiaro: la scelta poi spetta al consumatore MA nella consapevolezza di quello che acquista.
    Spero di non essere andato fuori tema ma i cinesi mi stanno sul ca@@o per la ""concorrenza"" SLEALE!! :evil:
    Valter ;)
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  12. Fabius1980

    Fabius1980

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    La domanda è: quanti capi oggi sono realmente "made in italy"? Io ho un giubbotto di pelle SPIDI dentro c'è una targhetta con scritto "made in vietnam" o giù di li ...

    Apro parentesi OT:

    Lo stesso discorso vale per molte, troppe cose di marchi nazionali ma dove di "nazionale" hanno solo i prezzi di vendita al cliente:
    Esempio FIAT 500: chiudono Termini Imerese, perché secondo Marchionne e la créme del Lingotto è uno stabilimento di troppo, ma hanno un sito produttivo in Polonia dove sfornano macchine (le 500) a manetta, e le vendono a 13.000 e passa euro ... La FIAT si arricchisce, l' operaio italiano si impoverisce ...
    Il reale problema si chiama "delocalizzazione" del prodotto italiano verso l' estero, se da una parte ci sarà una pur vera ragione di contenere i costi, dall' altra non c'è comunque la volontà di ridurre i prezzi, se FIAT produce in Polonia al costo di 2.000 vende a 14.000 e non a 7.000 ... E lo stesso discorso vale per altri ben noti marchi nazionali!!

    Chiudo parentesi OT.

    Lamps polemici!
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  13. v3024

    v3024

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    Completamente d'accordo!! quelli sono guidati solo dal Dio guadagno!! pensa che Marchionne a detto che le auto a Termini gli costano 1000 euro in più di un qualsiasi altro stabilimento FIAT non in Italia!!

    auguro a tutti quei dirigenti/capitani d'industria (anche a chi dirige le banche) un tumore al buco del cullo inguaribile... :metal:
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  14. Davi0303

    Davi0303

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    E' un pezzo che non compro Dainese, Agv & company.. non sopporto la "delocalizzazzione" e quando vedo made in CIna ecc. lascio lì nel possibile. Non sopporto gli oggetti con su le bandiere dell' Italia e poi imboscata una targhetta con su Made in PRC....
    Con la scusa della crisa mezza vera o molto falsa ci stanno marciando sù tutti!! Si ha la scusa per contributi, cassa e licenziamenti.
    Per concludere, pubblicizzo due marchi che in teoria sono veramente MADE IN ITALY: NOLAN e SUOMY. Al prossimo aquisto di un casco sapete cosa scegliere....
    Ps: quando tutti saranno andati a produrre all' estero e noi tutti ci gratteremo i co****** con che soldi compreremo i loro accessori, le loro auto/moto, i loro abiti ecc?????
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
  15. E.S.P.

    E.S.P.

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    Era solo questione di tempo....smetto di comprare i loro prodotti.

    Non servirà a niente, però mi fa stare meglio.

    Eppure basterebbe così poco...una leggina....sei un'azienda italiana? Licenzi per andare a produrre altrove?

    Benissimo...MA sul territorio italiano non vendi più uno spillo...ah...naturalmente visto che non sei fallito, gli ex dipendenti li mantieni finchè non riesco a trovargli un altro lavoro.

    Basterebbe la prima parte, vedrai che non gli conviene.

    Tempo fa ho avuto l'occasione di ascoltare un'intervista ad un produttore di jeans di prato (della zona di)...che spiegava perchè il tessile della sua zona sta andando a puttane...

    ...era interessantissimo starlo a sentire...mostrava un paio di jeans prodotti da lui, togliendoli direttamente dalle mani della lavorante...e spiegava: questi sono i jeans che faccio io...il loro costo è 16 euro...li vendo ai grandi marchi che li vendono a 70, 90, 120 euro nei loro negozi...i cinesi fanno lo stesso prodotto, della stessa qualità, ma non gli costa molto meno...lo stesso prodotto, gravato dei trasporti, costa in italia 15,50 euro circa....per quei 50 centesimi in più sul margine già enorme che hanno fanno fallire me e mandano sul lastrico 50 famiglie.

    Quando hai a che fare con dei bastardi, l'unica difesa è essere bastardi quanto loro.

    putroppo....attualmente......(da sempre in realtà........)....

    ci vuole una nuova classe dirigente....gente che abbia da perdere molto insieme a noi...

    utopia....faccio quello che posso....niente dainese, niente agv...che altro? Ah sì, opera di capillare sputtanamento.
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2010
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