Ducati Scrambler 1968.

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  1. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    In questi giorni una nuvola di tristezza ristagna sulla mia regione e su quelle dei miei vicini, e pare non voler mai andare via.
    Allora proviamo un pò a pensare ad altro parlando di una moto di cui papà si era follemente innamorato, all'epoca; l'unica che non è mai riuscito ad avere. A lui ed a chiunque l'abbia sognata, posseduta, truccata e coccolata è dedicata la scheda sulla Ducati Scrambler!

    - La storia.
    All'inizio degli anni '60 l'Italia è ormai ben avviata verso l'epocale boom economico. In quel periodo l'automobile comincia ad essere sempre più a portata di tutti, e nel campo delle due ruote si vendono bene solo gli scooter. I produttori di moto devono arrabattarsi per trovare nuovi mercati ai quali rivolgersi, e la Ducati non fa eccezione. I fratelli Berliner, importatori per gli U.S.A. di Ducati e Moto Guzzi, richiedono alla Ducati una moto che possa soddisfare i nuovi gusti dei motociclisti Americani, ovvero una moto polivalente che potesse servire a passeggiare sull'asfalto ed a lanciarsi in fuoristrada. La prima Ducati Scrambler, una 250cc, arriva in America già nel 1962 ed otterrà un successo tanto grande da scatenare una specie di reazione a catena che raggiunge il nostro Paese qualche anno più tardi. A metà anni '60 tutti vogliono sperimentare la guida in fuoristrada, e Ducati coglie la palla al balzo adottando alla Scrambler il nuovo monocilindrico (datato 1966) in tre cilindrate ed altri elementi di carrozzeria. Nel 1968 la Scrambler cominciò ad essere commercializzata nelle cilindrate di 250, 350 e 450 - più tardi arriverà la sfortunata 125cc. Accanto ai pregi di manovrabilità e velocità della moto c'erano alcuni difetti che riguardavano soprattutto le vibrazioni, la difficoltà dell'avviamento e la delicatezza del motore, che necessitava di essere aperto e revisionato ogni 7.000 km se trattato continuamente in moto "sportivo".

    - La prova su strada.
    A patto di non maltrattare il motore e di non tenerlo sempre in tiro, con la Scrambler era possibile fare parecchi chilometri. Risultava quindi adatta agli spostamenti su strada, meno in fuoristrada - a dispetto del nome e delle apparenze, mentre il suo habitat naturale era il misto stretto. In città si rivelava agile e scattante, a patto di far scaldare il motore prima di partire, ma pagava il grosso pegno di una messa in moto difficoltosa che necessitava di un calcio deciso sulla pedivella. A patto che il motore fosse sempre in fase e che il pilota fosse disposto a tollerare le forti vibrazioni del monocilindrico, la Scrambler risultava gustosa e divertente da guidare.


    - I dati tecnici dichiarati (Scrambler 450 prima serie).
    Motore: Monocilindrico di 435,7cc, compressione 9,3:1, potenza dichiarata 23 cavalli a 6.500 giri.
    Cambio: a 5 velocità.
    Frizione: multi disco a secco.
    Telaio: monotrave a culla aperta semplice con motore portante.
    Sospensioni: forcella Marzocchi telescopica da 35mm all’anteriore, forcellone con ammortizzatori Marzocchi regolabili su 3 posizioni al posteriore.
    Freni: anteriore a tamburo da 180mm, posteriore a tamburo da 160mm.
    Dimensioni: peso a vuoto dichiarato di 140 chili.
    Prestazioni dichiarate: -
    Esemplari prodotti: circa 50.000 tra il 1968 ed il 1976, in tutte le cilindrate.
    Curiosità: -

    - Fonti.
    Motociclismo d'Epoca 6/1999;
    www.motorcyclespecs.co.za


    [​IMG]

    [​IMG]

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    - Foto:
    www.motorcyclespecs.co.za


    Allora, questo è quel che so io. Se qualcuno dei lettori ha avuto o guidato la Scrambler ed ha da raccontarne, ovviamente è più che benvenuto! :)
     
    Ultima modifica: 21 Gennaio 2017
  2. Lupo motociclista

    Lupo motociclista

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    Io, io, ioooooooooooo!
    Felice e fortunato possessore di una Ducati Scrambler 250 cc. quella arancione in fotografia.
    La 350 era arancione più rossiccio e la 450 gialla.
    Non ho mai avuto il minimo problema ad accenderla e anche la manutanzione era minima, ricordo che tra le tante prove che feci fu di alimentrala con una miscela di 50% kerosene da riscaldamento e 50% super.
    Andava, ma non potevo superare i 5000 giri perchè cominciava a battere in testa.
    Se ben ricordo era accreditata di 21 HP, la 350 di 28 HP e la 450 di 27 HP
    Magari erano cavalli SAE, cioè misurati all'albero, senza scarico, senza filtro, senza niente insomma, i cavalli alla ruota erano lontani a venire.
    Ricordo che faceva figo, molto figo e alle ragazze piaceva assai.
    Quando me la rubarono a scuola non ci volevo credere e a lungo pensai fosse uno scherzo.
    Grazie per questo tuffo nella giovinezza. :D :thumbup: :clap:
     
    Ultima modifica: 23 Gennaio 2017
  3. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Ma di che, anzi grazie a te che ci hai raccontato della tua moto!
    Te l'hanno fregata fuori scuola?? che grandissimi stronzi!!!
    Ma invece dimmi un pò della messa in moto? Sulla rivista un proprietario diceva che il motore doveva essere perfettamente in fase, e la scalciata senza esitazioni o debolezze - se dato bene bastava un calcio alla pedivella, ma non succedeva quasi mai (a leggere lui).
     
    Ultima modifica: 23 Gennaio 2017
  4. claudiotarantola

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    Il mio compagno di banco l' acquisto subito in autunno 1968. Eravamo in 5a Istituto Tecnico Industriale. Nella messa in moto dava delle scalciate impressionanti. Fu comunque più fortunato di Lupo perchè non gliela rubarono mai. La diede dentro l 'anno successivo ( disse che era stufo di ricevere scalciate) per prendere un Laverda SF750 ( primo modello , quello con serbatoio spigoloso). Sì... effettivamente Tiziano C. cuccava alla grande con lo Scrambler. ;-)
     
    Ultima modifica: 23 Gennaio 2017
  5. drew0303

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    Ho già raccontato di quando, per frenare, ho pigiato sulla leva come fosse una moto "normale" ma a destra ho trovato la leva del cambio e ho appoggiato una marcia più alta (...prima in su)?

    Col bel tiro che aveva il 450... :uao
     
    Ultima modifica: 23 Gennaio 2017
  6. desmofuzz

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    Questa è la mia, 450cc immatricolata nel 1972...ed è con me dal 2000,
    che dire, è un gioiello :D gradevole da usare, se ben messa in fase parte al primo colpo,
    erogazione del motore corposa e ciclistica che la fa danzare fra le curve.
    Mai preso uno scalcio per metterla in moto, basta conoscere il trucco ;-)
    si tira l'alzavalvola un po' meno che a metà, si spinge la leva della messa in moto,
    in modo delicato finché non si avverte un movimento sull'alzavalvola stesso, appena lo si a avverte,
    si lasciano tornare in posizione di riposo, sia l'alzavalvola che la leva della messa in moto,
    si gira la chiave di contatto...calcio deciso e va in moto al primo colpo.
    Se invece si calcia a casaccio...prima o poi si vendica sul vostro perone :D garantito.



     

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    Ultima modifica: 23 Gennaio 2017
  7. Mauro Fiorentini

    Mauro Fiorentini

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    Oooh ora: perchè qualcuna ha almeno il fianchetto destro (vedi foto nel post iniziale) ed altre, al suo posto, hanno un disco nero (tipo la tua e la prima del post iniziale)? Cos'è, un filtro?!
     
    Ultima modifica: 23 Gennaio 2017
  8. alberth56

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    Si sotto c' è il filtro dell'aria. Purtroppo un mio conoscente con un scalcio ci si è giocato un ginocchio e da allora tutte le volte che ne ho avviata una, a fine corsa ho sempre abbandonato la leva della messa in moto senza riaccompagnarla !! A proposito un mio amico che ha avuto anche la 450 RT, mi sembra che al modello 350 avuto in precedenza, ad un' avviamento la leva della messa in moto con un pezzo di perno schiantato, l'ha ritrovata dall'altra parte della strada, attraversata da sola!!
    Ciao
     
    Ultima modifica: 23 Gennaio 2017
  9. Lupo motociclista

    Lupo motociclista

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    Mah, che dire la mia era solo 250 cc e quindi più facile da avviare, con meno contraccolpi, ma, ripeto, è sempre partita al primo colpo senza problemi e senza grossi contraccolpi.
    Non ricordo se avesse l'alzavalvole, mi pare di sì.
    Ricordo che dava un forte senso di stabilità, con questo manubrio alto e largo che ha condizionato tutta la mia vita motociclistica: i mezzi manubri, bassi, erano per i tamarri. :D
    Il problema è che lo penso ancora... :shock:
     
    Ultima modifica: 24 Gennaio 2017